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L’inchiesta sui lavori del “nuovo” stadio Mazza 

«Tutti i tecnici contro la procura Adesso faccia un passo indietro»

«Tutti i tecnici contro la procura Adesso faccia un passo indietro»

Il punto delle difese: Vincenzo Bellitti, legale del progettista Lorenzo Travagli «I fatti ci dicono che lo stadio è sicuro: il perito dei pm dice l’opposto dei nostri» 

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Quattro anni fa presentava sotto gli sguardi interessati dell’ex sindaco Tiziano Tagliani e di patron Spal, Walter Mattioli il progetto (la foto sopra, era il 3 marzo 2017). Oggi, Lorenzo Travagli, ingegnere, è il principale accusato nell’inchiesta sui lavori del “nuovo” stadio Paolo Mazza, accusato di frode e falsi. Ed è per questo che il suo avvocato difensore, Vincenzo Bellitti sbotta: «dopo due anni di indagini non riesco a capacitarmi di questa situazione». E analizza una linea difensiva già espressa in questi due anni di inchiesta di procura e finanza: «È chiaro che siamo in totale disaccordo e disarmonia con il consulente della procura (in realtà due, Pellegrino e Organte, ndr). Posso dire dopo il deposito dell’atto di chiusura che eserciteremo tutti i diritti di difesa, anche perché abbiamo sempre collaborato con la procura». Ma la procura ha costruito l’atto di accusa sui risultati dei propri consulenti.

«È vero, la procura si rifà alle perizie dei consulenti e ritiene di procedere con le ipotesi d’accusa che riteniamo di avere smontato punto per punto».

Il legale ribadisce poi una delle linee guida contro procura e inquirenti, un paradosso dell’inchiesta: «La nostra è una posizione condivisa soprattutto dai consulenti di parte offesa, Spal e Comune che hanno i maggiori interessi, i cui periti dicono che le conclusioni della procura non sono accettabili perché ciò che afferma Pellegrino è sbagliato: sono loro a contestare la perizia di chi sta accusando, è una situazione kafkiana». Insomma, se le vittime dei reati (frode e falsi) che hanno subito danni (materiale e di immagine) continuano a ripetere con una liturgia cantilenante, fin dai primi giorni del sequestro dello stadio, che non c’è nessun rilievo da fare ai lavori del “nuovo” stadio, allora l’inchiesta come potrà finire? «Chiaro ci difenderemo, sotto ogni profilo, giuridico e tecnico. A nostro avviso quello giuridico non esiste, e quello tecnico è stato contrastato con copiose memorie tecniche da parte di tutti i consulenti degli indagati. Questa vicenda dovrà essere analizzata in tutti i suoi aspetti giuridici e soprattutto tecnici particolarmente complessi».

Dopo due anni di perizie, valutazioni e studio la procura si è convinta delle accuse: difficilmente farà un passo indietro in questa fase. «Noi lo auspichiamo un passo indietro, e comunque davanti ad un giudice terzo ribadiremo le nostre contrarietà: qui c’è un tecnico che dice “A” e una decina di tecnici che all’unisono dicono l’opposto. I fatti ci dicono che quando lo stadio è stato sottoposto alle prove di carico, queste hanno dato risultati migliori di quanto non fosse stato prospettato. I fatti ci dicono che lo stadio è sicuro, non ha problemi di sorta, è rimasto aperto durante e dopo».

Ma vengono contestate non conformità, violazioni di normative di legge, 9 punti critici nella Est, 20 nella Est. Non racconti che i bulloni sono “fuffa”. «Ho sempre detto che se fosse venuto fuori che non era rispettato il requisito di sicurezza, il mio cliente cambiava lavoro. Oggi questo stadio è invidiato: lo Spezia calcio, che deve rinnovare il proprio, ha detto di fare come Ferrara che lo ha recuperato in pieno centro senza costruirne uno nuovo. Di cosa stiamo parlando: da 2 anni e mezzo Travagli è nell’occhio del ciclone, come professionista viene indicato come “quello dello stadio”». «Comunque io ero e sono ancora ottimista, nel confronto giudiziario si chiarirà tutto». –

Daniele Predieri

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