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PORTOMAGGIORE 

La tragedia del poligono Secondo la difesa la perizia è da rivedere

La tragedia del poligono Secondo la difesa la perizia è da rivedere

Ieri mattina in tribunale l’avvocato Anselmo ha sollevato dubbi sulla bonta delle perizie E sostenuto l’incompatibilità di Cusin col ruolo di perito

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PORTOMAGGIORE. Nuova tappa del processo per la tragedia del poligono di Portomaggiore che nel 2016 costò la vita a tre persone. Ieri mattina in aula nel tribunale di Ferrara l’avvocato Fabio Anselmo, legale difensore del sindaco Nicola Minarelli, ha sollevato la nullità della perizia e rilevato l’incompatibilità di Cristiano Cusin con il suo ruolo di perito. Cusin era stato comandante dei vigili del fuoco di Ferrara per quattro anni, dal 2010 al 2014, nominato dalla procura consulente tecnico d’ufficio all’indomani della tragedia.

Nel corso di un lungo intervento, al termine del quale si è rinviato tutto all’8 luglio, l’avvocato ha espresso le sue perplessità nei confronti della perizia. Il sindaco di Portomaggiore è accusato di omicidio e disastro colposi per non aver vigilato sulla gestione del poligono, al quale mancava la licenza, ma se è vero che tutti sapevano e non hanno fatto nulla, allora è vero anche che Minarelli non può essere considerato l’unico responsabile di quanto accaduto. Secondo la tesi espressa ieri mattina dall’avvocato è stato chiesto un parere tecnico a chi, invece, avrebbe dovuto essere a sua volta indagato.

Dopo l’intervento il giudice ha deciso di riaggiornare la seduta al mese prossimo per analizzare quanto espresso da Anselmo. Secondo l’avvocato ferrarese infatti, racchiudere le responsabilità dei mancati controlli alla sola figura del primo cittadino sarebbe poco corretto. In quella tragedia, datata 10 gennaio del 2016, morirono tra le fiamme Paolo Masieri, Lorenzo Chiccoli e Maurizio Neri. Tutti e tre in quel momento si trovavano all’interno della struttura. Il poligono, situato nel pieno centro di Portomaggiore, andò a fuoco e ancora oggi i cittadini si chiedono come sia stato possibile. —

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