Minacce al giornalista: non possiamo farci condizionare
Il fondo del direttore della Nuova Ferrara dopo la scritta comparsa in città contro un redattore del giornale
FERRARA. La denuncia è contro ignoti, perché la mano è ovviamente anonima. Ma la misura è colma davvero e non possiamo fare spallucce pensando sempre che si tratti della solita sparata da bulli o di un innocente esercizio di cretinismo da strada. Certo, potrebbe essere così. Eppure nessuno lo può assicurare e bisogna comunque alzare la voce e denunciare. Essere minacciati perché si fa il proprio mestiere non è una cosa tollerabile. Questa volta il bersaglio è il collega Daniele Predieri, cronista di giudiziaria de la Nuova Ferrara. Il suo nome, peraltro scritto male (accompagnato da quello del giornale) è comparso su un cassonetto per la raccolta della carta in piazzale San Giorgio con una minaccia per nulla velata: “verrai scannato come un porco”. Non è dato sapere quale articolo del collega sia stato a tal punto sgradito all’estensore della frase ma vogliamo tarpare subito le ali al seminatore di odio: il collega continuerà a fare il proprio lavoro come sempre, orientandosi con la sola bussola che ha avuto in questi anni, quella dell’onestà e della professionalità, senza farsi intimorire da chi invece ha perso quella del buon senso e della civiltà. C’è un motivo per cui l’Italia sta piuttosto in basso nelle classifiche sulla libertà di stampa. E non è per il servilismo verso i potenti come a qualcuno, anche in Parlamento, piace raccontare magari accompagnando il tutto con un vaffa conclusivo. Il problema sono proprio le minacce e le intimidazioni. Per quanto ci riguarda, non ostacoleranno il nostro lavoro. —
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