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Rifiuti, il diritto di contare Rete Climatica: più trasparenza

Alessandra Mura
Rifiuti, il diritto di contare Rete Climatica: più trasparenza

Gli obiettivi: raccolta rifiuti di nuovo pubblica e superamento dell’inceneritore «Il Comune convochi il tavolo partecipativo per lo studio di fattibilità»

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L’obiettivo immediato è rendere di nuovo pubblico il servizio di raccolta dei rifiuti. Quello progressivo è superare il sistema degli inceneritori, cominciando col rivedere l’autorizzazione all’impianto di Ferrara ad aumentare la portata annua da 130 a 142mila tonnellate all’anno. Il tutto però attraverso un reale coinvolgimento della cittadinanza, convocando il Tavolo partecipato istituito nel 2018 e partito l’anno successivo.

La Rete della Giustizia Climatica di Ferrara chiede un cambio di rotta sulle politiche ambientali cittadine, e soprattutto rivendica il diritto di far pesare la propria voce nelle sedi in cui si prendono le decisioni. «Vogliamo più trasparenza, ogni confronto deve partire dalla conoscenza dei dati sanitari. Le istituzioni sollevano problemi relativi a costi e tariffe. Noi diciamo basta: al primo posto vanno messe le conseguenze sulla salute», mette in chiaro Alessandro Tagliati di Parents for Future.

Tornare a una gestione pubblica del servizio di raccolta rifiuti si deve e si può, interviene Corrado Oddi del Comitato Acqua Pubblica e del coordinamento regionale della Rete. Un obiettivo a cui già dal 2018, raccogliendo mille firme per una proposta di iniziativa popolare, tendevano le associazioni Il Battito della Città e il Comitato Mi Rifiuto, dopo la scadenza del contratto tra Comune e Hera, che da quasi cinque anni sta lavorando in proroga. Un’iniziativa che ha portato all’istituzione del Tavolo partecipato e all’affidamento ad Atesir di uno studio di fattibilità. «Atesir non ha prodotto un vero e proprio studio, ma un’analisi da cui comunque si evince che per fare una nuova azienda pubblica servono 20 milioni, di cui 6 di capitale proprio e i rimanenti a prestito. Una cifra alla portata di Ferrara Holding Servizi, che ha 81 milioni di capitale sociale e riserve per 7 milioni - prosegue Oddi - Ma uno studio di fattibilità resta indispensabile. Secondo l’assessore Balboni costa troppo, ma con l’autorizzazione ad aumentare la portata dell’inceneritore, il consiglio comunale ha approvato una risoluzione che impegna l’amministrazione a eseguire lo studio di fattibilità. Da qui la nostra richiesta della convocazione immediata del Tavolo partecipativo, perché queste decisioni devono coinvolgere la società civile».

Ma il tema, ricorda Laura Felletti Spadazzi di Plastic Free, è anche quello della riduzione della produzione di rifiuti, attraverso azioni di sensibilizzazione ed educazioni, per incidere sui comportamenti individuali. Ne è la riprova il materiale che l’associazione raccoglie «soprattutto lungo i corsi d’acqua. Stiamo perdendo tante biodiversità. Vorremmo un giorno arrivare a smettere di raccogliere rifiuti abbandonati: è una questione di educazione». Nasce da questa esigenza il progetto volontario destinato alle scuole «e che quest’anno per ovvi motivi è andato a rilento, ma che verrà riproposto, anche all’università. Così come vogliamo proporre un piano di azione per la riduzione dei rifiuti, come abbiamo già fatto presente all’assessore».

Letizia Piras di Fridays For Future chiede di passare dalle parole ai fatti: «Nel 2019 il Comune di Ferrara ha dichiarato l’emergenza climatica, poi è arrivata l’autorizzazione a far bruciare più rifiuti all’inceneritore. Non basta la facciata, ci vogliono azioni concrete, perché la crisi climatica va affrontata ora, altrimenti domani spenderemo il doppio di quanto dovremmo investire oggi. Esistono già tecnologie per migliorare gli attuali sistemi di smaltimento: la riduzione, il riuso, il riciclo. Solo in quarta battuta c’è la termovalorizzazione, ma sembra essere la più semplice e immediata. Il Comune deve tenere fede all’emergenza che ha dichiarato». E la Rete, fieramente apartitica, conclude: «Tutti coloro che condividono questi obiettivi sono i benvenuti, è dai contenuti che vogliamo partire». —

Alessandra Mura

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