La Nuova Ferrara

Ferrara

la richiesta del sindacato Udu 

«Gli esami in presenza vengano concordati con gli studenti Unife»

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La possibilità di affrontare gli esami universitari in poresenza o a distanza attraverso una interlocuzione con l’insegnante che faccia davvero pesare la volontà dello studente. È quanto chiede Udu (Unione degli universitari) sollevando una questione che oggi sta a cuore a tanti iscritti. Oggi, dopo aver sposato la didattica a distanza per il rischio salute, Unife «concede la possibilità» degli esami in presenza, scrive Udu, «lasciando gli studenti e le studentesse in balia di decisioni discrezionali da parte dei docenti su chi potrà continuare a svolgere gli esami in telematica e chi invece dovrà recarsi in università, tutto questo comunicato solo poche settimane o addirittura giorni prima dall’inizio della sessione estiva».

Scegliendo di proseguire su questa strada «non si fa altro che incrementare le disparità tra studenti/studentesse del Nord e del Sud, tra chi ha un Isee annuo di 23mila euro e chi invece lo ha di 50/100mila, o chi risulta essere soggetto fragile (o averlo in famiglia)». Ad un questionario anonimo diffuso tra gli studenti e le studentesse hanno risposto in 700: della componente studentesca intervistata - precisa Udu – circa il 60% ha dichiarato di avere esami in presenza, ma nel 40,3% dei casi il/la docente non ha verificato l’effettiva disponibilità degli studenti e delle studentesse a recarsi a Ferrara, non offrendo loro la possibilità di svolgere l’esame in modalità telematica. Di questi solo il 9,7% ha invece fatto richiesta e potrà svolgere l’esame da remoto; alla restante parte degli studenti e delle studentesse è stata negata l’opzione di avere appelli online oppure è stata concessa loro la possibilità di svolgere un solo appello in modalità telematica per tutto il corso della sessione estiva. Molti e molte dichiarano di non sentirsi trattati e trattate in modo egualitario». —

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