«Bene la zona bianca, non il “liberi tutti”»
L’infettivologo Carlo Contini: bisogna raggiungere l’immunità di gregge altrimenti dovremo convivere a lungo col virus
«Entrare in zona bianca è un traguardo ambito da tutte le regioni italiane. Ma qualcuna, come la Sardegna, l’ha ottenura, persa e ritrovata a causa dell’andamento discontinuo dei contagi. Un monito per chi ritiene che sia arrivato il momento del “liberi tutti”. Le precauzioni sono fondamentali per evitare che il virus ritorni. E purtroppo è già successo: l’anno scorso». Il professor Carlo Contini, direttore del reparto di Malattie infettive universitario, al Sant’Anna, accoglie la novità con favore ma «sarebbe un errore – avverte – abbassare la guardia. È vero che i dati sono in discesa da settimane ma la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto la soglia dell’immunità di gregge. Raggiungerla entro questa estate potrebbe evitarci di dover affrontare una lunga convivenza con il virus».
Il punto, sottolinea il docente, è che chi è vaccinato è più protetto, nel senso che può evitare gli effetti maggiormente dannosi dell’infezione, «ma può ancora contagiare e contagiarsi. Per questo motivo è importante rispettare le regole igieniche in uso fino ad oggi: indossare la mascherina, evitare gli assembramenti, lavarsi le mani, mantenere il distanziamento. Ignorandole si aiuta il virus a circolare e si rischia di trasmetterlo alle persone più fragili e vulnerabili».
La zona bianca nel 2021 ha un doppio puntello, osserva il direttore del reparto universitario di Malattie infettive: il caldo che frena la diffusione del Covid e la vaccinazione che ha già toccato numeri importanti. Proprio sulla campagna di immunizzazione di massa si posa il pensiero di Contini: «Un rallentamento dovuto alla disattenzione, al rinvio delle vaccinazioni o ad un allargamento della fascia di chi è contrario alla somministrazione potrebbe condurci verso un autunno meno tranquillo. Già oggi c’è chi, come in Inghilterra, ipotizza un rinvio delle riaperture a causa del propagarsi della variante indiana. Sono anche questi segnali da non sottovalutare».
In ospedale, prosegue Contini, sono pochissimi ormai i casi gravi e pochi i ricoveri. In autunno servirà la terza dose? «La vaccinazione garantisce una copertura fino a 9 mesi – ricorda l’infettivologo – Sarà importante verificare la presenza di anticorpi e poi decidere chi dovrebbe farla e quando».
L’anno scorso «furono gli effetti del lockdown a far scendere gli indicatori fino ad estate inoltrata, quest’anno abbiamo la vaccinazione – conclude Contini – Se sarà la più ampia possibile avremo un’arma molto efficace contro il virus».
Il bollettino locale
Zero decessi, un ricovero a Cona (un paziente di Ferrara) e dieci contagi. Piccola fiammata dei nuovi positivi ma i dati del bollettino confermano uno scenario pronto per la zona bianca, in vigore da oggi in diverse regioni italiane, fra cui l’Emilia Romagna.
Il lieve incremento dei positivi, rispetto ai dati degli ultimi giorni, invita a mantenere in vigore le precauzioni ma gli indicatori principali dell’infezione, nella provincia estense, sono in calo. Dei 30 posti Covid allestiti nell’ospedale Sant’Anna, 13 sono quelli occupati (2 su 8 in terapia intensiva). Procedono intanto le vaccinazioni: l’altro ieri sono state circa 3mila le dosi somministrate.
In regione
Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus in Emilia-Romagna si sono registrati 385.684 casi di contagio. I nuovi positivi sono 123 su un totale di 10.346 tamponi. La percentuale dei nuovi contagi sul numero di tamponi effettuati è dell’1,2%. Tre i decessi. —
Gi.Ca.
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