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Draghi: cooperare sì ma anche essere franchi

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Con la Cina bisogna collaborare ma «bisogna essere franchi sulle cose che non condividiamo». Al termine dei lavori del G7 in cui vince la mediazione sui rapporti con il colosso asiatico il premier Mario Draghi sintetizza in una linea di chiara diplomazia la posizione dell’Italia nei confronti della Cina, usando la stessa formula già adottata per definire i rapporti con la Turchia.

«Io credo – dice – che il comunicato riflette la posizione nostra ma quella di tutti in particolare rispetto alla Cina in generale nei confronti di tutte le autocrazie, che usano la disinformazione, i social media, fermano gli aerei in volo, rapiscono, uccidono, non rispettano i diritti umani, usano il lavoro forzato».

Per Draghi «bisogna cooperare e bisogna competere. Nessuno discute che la Cina debba essere una grande economia, quello che è stato messo in discussione sono i modi che utilizza, è una autocrazia che non aderisce alle regole multilaterali, non condivide la stessa visione del mondo che hanno le democrazie». E dunque bisogna essere franchi «sulle cose che non condividiamo, l’ha detto bene Biden in una frase, il silenzio è complicità».

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