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coinvolti i cittadini 

Massenzatica punta al rilancio Insieme contro le fragilità

Lorenzo Gatti
Massenzatica punta al rilancio Insieme contro le fragilità

Al via il progetto di comunità: ascolto dei bisogni, sviluppo dei servizi e start up Il sindaco: «Invecchiamento dei residenti e spopolamento acuiscono i disagi»

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Massenzatica. Un’opportunità per Massenzatica costruita dagli stessi cittadini della frazione mesolana, che conta circa 300 residenti.

Grazie al progetto di cooperazione di comunità che si inserisce all’interno della strategia dell’Area Interna del Basso Ferrarese, con un intervento voluto e gestito dal Comune di Mesola in collaborazione con Confcooperative Ferrara. Infatti a presentarlo c’erano, in videoconferenza, il sindaco Gianni Michele Padovani, Michele Mangolini (presidente di Confcooperative Ferrara e dell’azienda locale Casa Mesola), Ruggero Villani (direttore di Confcooperative Ferrara), Pamela Tavalazzi, Silvia Pulvirenti e Caterina Ferri.

criticità e obiettivi

L’obiettivo è sostenere iniziative di prossimità nei borghi e nelle frazioni carenti di servizi per evitare il diffondersi di situazioni di fragilità. Causate dall’invecchiamento degli abitanti, dall’acuirsi di bisogni primari (approvvigionamento alimentare o di medicinali) e dalla scarsa socializzazione, aggravata peraltro dall’emergenza Covid.

L’intervento a Massenzatica prevede il coinvolgimento della cittadinanza destinataria dei servizi, attraverso una elaborazione condivisa di progetti all’interno di un laboratorio di comunità: un percorso nel quale i cittadini, insieme e con dialoghi mirati di ascolto, identificano i bisogni, elaborano idee e costruiscono un percorso di risposta, coerente con le risorse disponibili in termini umani, finanziari, organizzativi ed istituzionali.

azioni principali

«Questo progetto – ha spiegato Padovani – è mirato ad intraprendere attività e ad offrire servizi. I cittadini elaboreranno le idee e condivideranno le problematiche. Si punta ad un’impresa sociale di comunità in un paese in cui invecchiamento demografico ed approvvigionamento di generi alimentari e di medicinali sono un problema anche se il trasporto offerto dalle associazioni di volontariato è efficacie». «Il progetto Aree Interne, finanziato da fondi nazionali e risorse regionali per 15 milioni di euro – ha detto Pulvirenti –, comprende 72 aree a rischio spopolamento e disagiate per servizi, per la provincia di Ferrara va da Copparo al mare. Questo progetto, che valorizzerà le risorse sociali, è stato fortemente voluto dall’amministrazione di Mesola e saranno previsti momenti di partecipazione della popolazione. Le azioni principali saranno due: l’animazione territoriale e lo sviluppo di start up locali». «Lo sviluppo del territorio – ha aggiunto Mangolini – passa per il progetto Aree Interne e la cooperazione valorizza tutta la comunità». Per Villani «i modelli di sviluppo post pandemia passano dietro casa nostra».

Nei prossimi mesi i primi passi del progetto. —

Lorenzo Gatti

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