La Nuova Ferrara

Ferrara

Infermieri, l’Asl li condivide con le Cra

Gi.Ca.

Protocolli sperimentali con coop e case di riposo. Visite al S. Anna: restrizioni almeno fino a fine luglio. Covid: 10 contagi

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Cercasi infermieri disperatamente. La scarsa disponibilità di personale nel mercato del lavoro e l’emergenza Covid stanno mettendo in crisi l’organizzazione di molte strutture sanitarie. Una carenza ormai cronica alla quale finora non è stato possibile trovare una soluzione definitiva nonostante l’allentamento dei vincoli sulle assunzioni e la pubblicazione continua di bandi e concorsi per la ricerca di personale.

L’ultima carta messa sul tavolo a Ferrara è stata la condivisione di operatori fra strutture dell’Asl e case di riposo. Quattro i protocolli sperimentali stipulati dall’azienda pubblica per consentire al personale che intende aderire al piano di riservare una parte del monte ore a favore dell’utenza non autosufficiente della casa di cura Salus, delle cooperative Serena e Cidas e della residenza per anziani “Caterina”. Tra le funzioni che attraggono infermieri in servizio, in queste settimane, c’è fra l’altro la campagna di vaccinazione di massa che proseguirà praticamente per tutta l’estate.

«Non si tratta di precostituire un assetto definitivo né si può pensare che questa sia la soluzione per le esigenze di personale qualificato – spiega il responsabile dell’area anziani dell’Asl, Franco Romagnoni – piuttosto rappresenta un tentativo di rispondere ad una necessità contingente che si è fatta pressante e alla quale si deve dare una risposta».

Per chi aderisce è previsto un compenso pari a 33 euro l’ora per le funzioni di infermiere e di 35 per chi ha in carico un ruolo di coordinamento.

Anche la Regione Emilia-Romagna, alla ricerca di possibili rimedi, da alcuni mesi ha introdotto regole che consentono di rivalutare anche in Italia titoli di studio acquisiti all’estero e oggi non utilizzati a pieno, relativi ad operatori impiegati nel sistema sanitario con funzioni diverse (ad esempio, assunti come operatori socio-sanitari ma avendo terminato il corso di studi da infermieri in un Paese straniero).

L’ospedale “chiuso”

Da mesi nelle redazioni giungono lettere di familiari o care-giver di persone ricoverate in ospedale (in particolare al Sant’Anna, l’hub provinciale) che lamentano il pochissimo tempo a disposizione per la visita in reparto. Qualcuno afferma di non vedere il proprio familiare da «settimane» o addirittura «da mesi». Difficile verificare se si tratta di esagerazioni ma il problema viene periodicamente sollevato.

Il Sant’Anna, interpellato, ha risposto che «fino al 31 luglio (scadenza dello stato di emergenza, che però potrebbe essere prolungata) non sono previste modifiche nel sistema degli ingressi oggi in vigore per visitatori e care-giver».

I BOLLETTINI

Dieci nuovi contagi ma nessun ricovero all’ospedale Sant’Anna e nessun decesso. Continuano ad essere rassicuranti i bollettini sanitari nel Ferrarese, anche se i contagi sembrano decrescere da qualche giorno a un ritmo un po’ più lento. I contagi sono stati riscontrati in particolare nel Centese (6), a Ferrara (1), Portomaggiore (1) e fuori provincia (2). Sono 38 le persone entrate in isolamento domiciliare dopo avere avuto contatti con una persona Covid positiva, 45 quelle uscite dall’isolamento. Restano bassi gli indici di occupazione dei posti letto, a Ferrara, a Cento e a Lagosanto. Intanto la campagna di vaccinazione va avanti, seppur con numeri meno elevati rispetto alle quote toccate nei giorni scorsi: l’altro ieri 2.830 le nuove iniezioni in provincia. In Emilia Romagna tre decessi e altri 73 nuovi contagi. —

Gi.Ca.

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