Interrogatorio protetto del fratello di Saman
REGGIO EMILIA. «Voglio tornare dai miei genitori in Pakistan». Così ha detto il 21 maggio il fratello di Saman Abbas dopo essere stato ascoltato dalla procura di Reggio Emilia sulla scomparsa della sorella, con lui che confermava l’ipotesi più terribile: l’hanno uccisa. Lo zio è indicato come l’esecutore materiale. Un confronto-fiume con gli inquirenti, che ha portato alla definizione dell’accusa di omicidio per i suoi stessi genitori, che però il ragazzo ha messo in chiaro poi di voler raggiungere in Pakistan. Un racconto che oggi il giovane sarà chiamato a ripetere nei particolari, in occasione dell’incidente probatorio. L’interrogatorio avverrà questa mattina in tribunale a Reggio Emilia, dove il sedicenne potrà parlare stando dietro a un paravento. Si tratterà di un’udienza protetta, durante la quale il testimone minorenne si avvarrà di un avvocato, visto che risulta essere indagato per un procedimento connesso. L’udienza è attesa da lungo tempo sia da parte dell’accusa sia da parte delle difese degli attuali cinque indagati, che devono rispondere di omicidio premeditato in concorso e occultamento di cadavere. —
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