Picco di contagi nel Regno Unito e a Lisbona: è la variante indiana
ROMA. Mentre l’Agenzia europea del farmaco Ema ribadisce che tutti i sieri approvati finora sono sicuri anche nei confronti delle varianti, in alcuni paesi si registrano impennate di contagi preoccupanti.
IL MIX VACCINALE
Ieri l’Ema è tornata a parlare del mix vaccinale: «Finora abbiamo pochi elementi ma sembra una strategia che potrebbe essere usata», ha detto il responsabile Vaccini, Marco Cavaleri. I vertici dell’agenzia europea, nel consueto briefing settimanale, hanno anche sottolineato che «tutti» i vaccini «autorizzati dall’Ema sembrano proteggere dai ceppi dominanti», cioè le varianti, in Europa. L’ente ha anche iniziato a valutare la domanda di estensione dell’uso del siero Moderna alla fascia di età dodici-diciassette anni, con esito atteso entro il prossimo mese.
LA PILLOLA POST VIRUS
Sul fronte farmaci, il consigliere della Casa Bianca Antony Fauci ha intanto annunciato che 3,2 miliardi di dollari saranno destinati allo sviluppo di pillole per ridurre al minimo i sintomi dopo l’infezione. Rientrano in un «nuovo programma antivirale contro le pandemie», ha spiegato, guardando a futuri altri virus. La nuova pillola potrebbe arrivare sul mercato entro la fine dell’anno.
LONDRA E LISBONA
Dopo la frenata sulle riaperture in Inghilterra, il Regno Unito registra invece un nuovo picco di contagi: oltre 11mila nell’arco di ventiquatro ore, mai così tanti dal 19 gennaio (12.027). I morti registrati ieri sono stati diciannove. La preoccupazione è alta ed è in gran parte legata alla variante Delta. La stessa che ha spinto il governo portoghese a vietare i viaggi sia in uscita che in ingresso dall’area metropolitana di Lisbona nei fine settimana (voli e viaggi di lavoro esclusi). Il Portogallo ha registrato dati che non si vedevano dallo scorso mese di febbraio, con 804 contagi sul totale di 1.233 nella regione di Lisbona, secondo gli esperti causati proprio dalla diffusione della variante Delta.
ALLARME IN RUSSIA
Quattro regioni russe hanno poi imitato Mosca, rendendo obbligatori i vaccini a chi lavora nei settori di vendita al dettaglio, istruzione e altri servizi. La Russia è stata tra i primi Paesi a distribuire un vaccino e le autorità hanno l’obiettivo di immunizzare il 60 per cento degli adulti entro l’autunno, ma a inizio giugno solo 18 milioni di persone (12 per cento della popolazione) avevano ricevuto almeno una dose.
Il Giappone respira
Il Giappone ha da parte sua annunciato la revoca dello stato di emergenza a Tokyo e in altre sei aree la prossima settimana, in vista delle Olimpiadi del 23 luglio-8 agosto. Resteranno allerta alta e limiti alla presenza dei tifosi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google