Resistenza Terra: sviluppo sostenibile nel futuro di Cento
L’associazione propone ai futuri candidati sindaco sette punti per la qualità della vita e la tutela dell’ambiente
CENTO. Mobilità, qualità dell’aria, aree verdi, rifiuti, gare verdi, rispetto energetico e tutela delle acque. Sette punti. Sono quelli inerenti al tema ambientale, che Resistenza Terra, in qualità di Coordinamento a presidio attivo nel Centopievese, ritiene indispensabile sottoporre ai futuri candidati sindaco della città di Cento.
I punti sono stati presentati martedì sera nel corso della partecipata conferenza sul consumo di suolo e sul polo logistico previsto ad Altedo che si è tenuta nel parco di via Tenco a Cento. «Sicuri di rappresentare i cittadini sensibili alla tutela dell’ambiente e ritenendo che quelle tematiche siano essenziali per uno sviluppo sano e sostenibile del territorio», Resistenza Terra ha invitato i candidati a primi cittadini nelle elezioni d’autunno «a raccogliere questi punti e farli propri nei programmi elettorali e di governo della città».
GLI OBIETTIVI
Obiettivo, tenere alta l’attenzione su quanto l’emergenza climatica debba essere un tema da considerare imprescindibilmente in ogni programma elettorale e di governo della città. Sul fronte della mobilità, Resistenza Terra chiede di «ripensare e riorganizzare la mobilità cittadina sia indurre una riduzione di emissioni di particolato e smog, altamente percepibile negli orari di punta, sia per promuovere stili di vita più sani e sostenibili».
Per migliorare la qualità della vita occorre «implementare, estendere e controllare la Zona a traffico limitato con pedonalizzazione del centro storico; finalizzare il piano urbano del traffico e della mobilità sostenibile predisponendo strutture realmente alternative all’uso dell’auto; promuovere la mobilità sostenibile; riorganizzare i servizi comunali sulla base dei principali flussi di mobilità, attraverso il decentramento, l’uso della rete internet e il ripensamento della collocazione dei servizi al fine di decongestionare il traffico».
QUALITà DELL’ARIA
Per quanto riguarda la qualità dell’aria, «l’amministrazione deve sensibilizzare la cittadinanza sulle cause peggiorative dell’aria (anche mediante la diffusione attiva dei dati di monitoraggio) e coinvolgerla nella promozione di comportamenti virtuosi e necessari, come ad esempio l’uso parsimonioso degli impianti di riscaldamento domestico». Occhi puntati poi, da Resistenza Terra sulle aree verdi, che contribuiscono a catturare la Co2, a mitigare le temperature urbane, a conservare e tutelare la biodiversità, oltre che a migliorare l’aspetto estetico e le occasioni di condivisione sociale sul territorio.
«Già nel primo anno d’amministrazione – riferisce Resistenza Terra – si potrebbe realizzare l’area di riequilibrio ecologico di Ponte Alto, portare a termine l’ambizioso progetto degli orti urbani, col coinvolgimento di varie associazioni locali e cittadini, sull’esempio del parco di via Tenco realizzato da Resistenza Terra e volontari attivi nel quartiere».
AREE DEGRADATE
Priorità poi, la riqualificazione delle aree comunali degradate o in via di dismissione attraverso un percorso partecipato di riutilizzo e rivitalizzazione del verde, ma anche l’impiego dei cortili scolastici come luogo didattico e cura del verde con l’attivazione di laboratori. Poi i rifiuti, attraverso la «valorizzazione dell’osservatorio “rifiuti zero”, che dovrà indagare e apportare correttivi rispetto alle principali cause degli abbandoni in ottica preventiva». L’impegno della nuova amministrazione dovrà concentrarsi per Resistenza Terra su un doppio fronte, quello del «risparmio energetico, destinando una percentuale del bilancio per realizzare un percorso di efficientamento», e quello delle «gare verdi, che vadano nella direzione di acquisti consapevoli e sostenibili, e premino l’offerta tecnica dei privati fornitori più capaci di andare in questa direzione». Infine la tutela delle acque, che vada nella direzione di «monitorare e intervenire sulle dispersioni idriche, promuovere le condotte private virtuose e applicare le nuove tecnologie nella mitigazione dell’inquinamento di falda», oltre a dover «gestire lo storico problema degli scoli fognari abitativi e industriali in fosso, in particolare nelle aree rurali, sempre più urgente col passare degli anni». —
Beatrice Barberini
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