Una irrigazione intelligente per diminuire gli sprechi
Ogni anno a livello europeo vengono persi milioni di tonnellate di alimenti Uno dei fattori decisivi è proprio il buon utilizzo della risorsa idrica sul territorio
L’analisi dei risultati delle più recenti ricerche dei laboratori agronomici del Canale Emiliano Romagnolo ad Acqua Campus evidenziano che l’irrigazione intelligente può ridurre la quantità di acqua impiegata e la conseguente perdita di alimenti già in campo. Il massimo spreco è raggiunto a livello del consumatore finale, mentre il minimo è nella fase di produzione agricola e si può decisamente migliorare. Sotto accusa anche la siccità che non porta a maturazione le colture di pregio. La quantità di sprechi alimentari è rilevantissima e insensata.
In Europa, dal campo alla tavola perdiamo ogni anno 88 milioni di tonnellate di alimenti, con un costo complessivo che raggiunge i 143 miliardi di euro. Questi enormi sprechi di cibo sono quindi un ingente danno per l’ambiente e l’economia. Più recentemente, il piano d’azione della Strategia dal Produttore al Consumatore (Farm to Fork) proposto dalla Commissione Europea ha raccolto le sfide di riduzione degli sprechi, evidenziando il ruolo fondamentale di ogni attore della filiera. Qui, il massimo spreco è raggiunto a livello del consumatore finale, mentre il minimo è nella fase di produzione agricola. E, sebbene i volumi di risorsa idrica lasciati sul campo possano essere ulteriormente ridotti, è solo grazie all’attenzione e cura degli agricoltori se la produzione agricola europea è così efficiente: questo è risultato concreto soprattutto se confrontato rispetto ad altre aree rurali del mondo, dove purtroppo le perdite di prodotto sul campo occupano la quota maggiore delle rilevazioni. Molteplici sono gli strumenti introdotti dagli agricoltori italiani per ridurre le perdite di cibo, e il più importante è proprio l’irrigazione. È molto nota, infatti, la capacità dell’irrigazione avanzata di incrementare le rese e migliorarne la qualità organolettica, estetica e commerciale, ma si è trascurato l’effetto di riuscire a recuperare una grande quantità di alimenti che altrimenti andrebbero persi a fini alimentari. Ogni anno la siccità non contrastata dall’irrigazione provoca, infatti, enormi perdite produttive e notevoli frazioni di ortaggi e frutti che non raggiungono la maturazione sono depigmentati, deformi e sotto misura: questi non possono essere raccolti per il loro nullo valore di mercato. Su altre produzioni come il mais, l’assenza di irrigazione favorisce l’insorgenza di marciumi e tossine estremamente nocive per l’alimentazione umana. Analizzando i dati delle ricerche condotte dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer) nei suoi oltre 60 anni di attività di ricerca e in particolar modo nelle sperimentazioni eseguite negli ultimi anni ad Acqua Campus (il campo sperimentale agronomico di ricerca di Budrio con Anbi i cui studi sono a disposizione dei consorzi di bonifica italiani) sono stati sintetizzati i benefici dell’irrigazione nella riduzione di perdite e sprechi alimentari nelle principali produzioni ortofrutticole dell’Emilia-Romagna. Esaminando i risultati delle ricerche irrigue condotte sulle filiere d’eccellenza agroalimentare italiana (pesca di Romagna Igp, patata di Bologna Dop, pera Emilia-Romagna Igp, pomodoro da industria) è risultato che l’irrigazione riesce a ridurre gli scarti in campo del 50%. —
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