«Tanto poi passa Clara» Il presidente non ci sta e sui rifiuti non fa sconti
Cavallari: «La collaborazione è fondamentale» E sulla Brodolini chiarisce: «Hanno scontato il prezzo per mantenere il contratto»
porto garibaldi. «Il tema della gestione dei rifiuti è, intrinsecamente, il prodotto di una collaborazione tra chi li produce e chi, giustamente, deve portarli via. Esistono esperienze diverse nella tecnica di raccolta e rimozione dei rifiuti, ma tutte partono da un punto fermo: la collaborazione ed il senso civico di entrambi gli attori in campo (produttori ed azienda che rimuove i rifiuti)». Con questa premessa il presidente di Clara, Annibale Cavallari, interviene sul tema, decisamente caldo, della situazione rifiuti a Comacchio e ai Lidi.
come funziona
Clara gestisce da molti anni il servizio a Comacchio, che rappresenta circa il 20% del totale dei rifiuti che l’azienda raccoglie, e nel rispetto della normativa ha messo a gara il servizio. La cooperativa Brodolini, nota azienda di settore con sede proprio su questo territorio, che ha sempre eseguito come appaltatore il lavoro a Comacchio ha ritenuto, insieme ad altri concorrenti, di partecipare alla gara. «Una puntualizzazione procedurale: questo genere di gare non sono mai al massimo ribasso, anzi. Hanno una parte predominante rappresentata dal punteggio tecnico, che altro non è che la valutazione di come l’appaltatore “interpreta” le attività messe a gara, oltre a un’importante premialità per le proposte (tecniche) fatte dai concorrenti - dice Cavallari -. Vi è innegabilmente anche una componente economica. Nel nostro caso l’appalto ha innegabilmente generato, a parità di attività, un risparmio fondamentalmente dovuto al mercato, ovvero alla competizione tra i concorrenti: la Brodolini, che si è aggiudicata la tenzone, ha ritenuto, liberamente, di “scontare” i propri prezzi pur di mantenere il contratto».
E Cavallari torna alla raccolta: «Comacchio, così come tutte le città di mare, hanno una serie di complessità: la fluttuazione delle presenze, la conformazione del territorio, innegabilmente la tipologia di rifiuto e le temperature alte nei momenti di massima affluenza - fa presente -. Indubbiamente la tecnica di raccolta, ovvero i cassonetti stradali, “invita” l’incivile a ritenere quei punti delle discariche a cielo aperto: la battuta che si sente fare più frequentemente in zona è “tanto poi passa Clara».
Ecco, quindi, che «Lo sforzo in atto non è, chiaramente, quello di adeguare semplicemente i costi del servizio, e dunque ridurre o mantenere la bolletta invariata ai cittadini, ma anche quello di riuscire a portare via quanto viene prodotto dagli abitanti e turisti, senza però darla vinta a chi continua indefesso a lasciare interi arredi abbandonati agli incroci. Lo sforzo c’è: abbiamo fatto più incontri con il Comune nelle settimane passate. Clara deve, per mandato, concordare con il suo committente le proprie azioni». —
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