Fondazione Teatro Zecchi presidente del nuovo CdA: rilanciamo la cultura
«La mia esperienza e passione a disposizione della città» Tra le idee anche l’istituzione del premio Borgatti per la lirica
CENTO. È Giorgio Zecchi il nuovo presidente della Fondazione Teatro Borgatti di Cento. Lo affiancheranno in consiglio, Stefania Nannini più conosciuta col nome d'arte Stefania Cento, Giovanna Bonazzi, Aldo Govoni, Giacomo Gallerani, Giuseppe Bretta e Marco Malaguti.
Venerdì il decreto del sindaco Toselli per la nomina.
LA SODDISFAZIONE
Un incarico accolto con entusiasmo e soddisfazione da Zecchi, artista e coreografo di grande esperienza: «Sono pronto a mettere la mia esperienza e la passione per la danza, la musica, il teatro e ogni rappresentazione artistica in genere, a disposizione della città per il suo rilancio culturale. Dopo la pandemia, ce n'è davvero un grande bisogno. Incontrerò i nuovi consiglieri della Fondazione, per gettare le basi del lavoro che ci attende da qui ai prossimi mesi. Due i concetti che ritengo fondamentali. Il primo. La politica, o meglio la partitica, non deve entrare in teatro. La cultura deve essere spogliata da quei vincoli e quelle strumentalizzazioni che certe ideologie vorrebbero e potrebbero porre. La cultura ha la priorità. Secondo. Vorrei una Fondazione che fa progetti, fa una programmazione non di èlite, ma rivolta e aperta a tutti, partendo dalla consapevolezza che la pandemia ha cambiato le persone. Per cui il nostro compito dovrà essere quello di proporre serenità, che non vuol dire banalità, ma che si traduca in una programmazione ricercata sì ma anche capace di regalare leggerezza e spensieratezza».
CARTELLONI e dediche
Nello specifico dei cartelloni e degli spettacoli, il neo presidente Zecchi ha già le idee chiare: «Mi piacerebbe valorizzare le compagnie dialettali, non più in coda, ma considerarle alla stregue di tutte le compagnie che arriveranno a Cento per portare in scena commedia, operetta, danza, o altro. Occorre ripartire da Cento, dalla compagnie del nostro territorio, inserendo nella programmazione teatrale appuntamenti che accompagnino il pubblico a riscoprire l'importanza delle nostre tradizioni, del dialetto, e della commedia “made in Cento”».
Poi il filo conduttore del ricordo: «Dedicherei il cartellone della danza alla memoria di Gianna Naldini, il cartellone dei concerti in ricordo di Davide Masarati». Tra i progetti nel cassetto di Zecchi, c'è un serata concerto di cori, dedicata a Roberta Gallinari e «al contempo, mi piacerebbe un evento omaggio ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, e al re del liscio Raoul Casadei».
PREMIO BORGATTI
Poi in merito all'anteprima della stagione teatrale 2021/22: «Tante le proposte da realizzare, ma quella a cui tengo di più, è il Gran Galà in omaggio a Giuseppe Borgatti, con l'istituzione del Premio Borgatti per la lirica. Sarà un riconoscimento alla carriera. Si sta valutando se interpellare per l'occasione due grandi nomi del mondo della lirica: Catia Ricciarelli, o Cecilia Gasdìa sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. Tante le idee e i progetti che ho in mente, che sottoporrò al consiglio per valutare la proposte migliori».
Un impegno che Zecchi si prepara ad affrontare con grande passione e determinazione, alternandolo all'impegno professionale appena assunto a Chioggia e all'allestimento dello spettacolo “C'era una volta”: ex allieve di Zecchi con le figlie in scena in un tableau su Mary Poppins, Cenerentola, Biancaneve e Aladino, l'8 agosto in occasione della Festa della Madonna della Rocca.
E tutto in vista dei lavori di recupero post sisma al Teatro Borgatti di Cento.
IL RECUPERO post sisma
«In settembre vederemo l'inizio degli attesi interventi di ripristino del teatro. Prenderemo in esame la padronalità dei palchi. Da salvare e mettere in sicurezza - spiega Zecchi -, prima che comincino i lavori, il sipario storico, restaurato nel 2009, con la raffigurazione della visita della principessa di Svezia alla bottega del Guercino. Poi garantire la salvaguardia del meccanismo originale di sollevamento manuale della platea, ancora funzionante. Di certo funzionale e a norma dal punto di vista di impianti e materiali, ma il teatro manterrà a pieno la sua storicità. Entrando si dovrà tornare a respirare la storia della cultura centese». —
Beatrice Barberini
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