L’allarme di Confagricoltura «Anno nero per l’albicocca»
Le recenti gelate notturne hanno rovinato la maggior parte dei raccolti Ferrara conta 320 ettari dedicati alla coltivazione di questo frutto
il report
Da Confagricoltura Ferrara arriva un forte grido di allarme per un frutto estivo dalle grandi proprietà organolettiche come l'albicocca: «Ci sono stati anni pesanti, ma mai a questo livello. Drammaticamente facile la conta dei danni per le albicocche del ferrarese. Non c'è differenza tra precoci, medie e tardive, il ghiaccio e le gelate a -7 e le temperature sottozero dalle ore 22 di sera alle 8 di mattina, hanno rovinato la maggior parte del raccolto. Su un totale regionale di circa 5.400 ettari di albicocche – precisa Confagricoltura - la maggior parte prodotte in Romagna, Ferrara ne conta circa 320 ettari». Verter Zardi, contitolare con il fratello Marco di un'azienda associata da sempre a Confagricoltura Ferrara, con terreni ad Aguscello e frutteti di pero, susine, cachi, oltre ad albicocche, interviene su questa annata da dimenticare: «Qui nei miei frutteti il danno è totale, mentre in un'altra azienda, a duecento metri dai miei frutteti, qualcosa (10%) si è salvato. E come se non bastasse, oltre al disastro delle pere e delle albicocche, anche le prugne registrano danni all'80%. La situazione è generalizzata; fanno eccezione alcune zone della provincia, ma parliamo di qualche ettaro, non di più. Ad esempio, un amico frutticoltore di Gaibana riscontra un danno totale fino all'altezza di 1,7/2 metri, mentre le chiome dei suoi frutteti sono piene di albicocche. Faccio presto a parlare del mio reddito aziendale perché è nullo (mezzo platò in due/tre filari) e non ho neppure scarto, proprio non ci sono albicocche. Mi dicono che sia andata un po' meglio in quei frutteti coperti con le reti antipioggia, antigrandine, antinsetto e con sistemi di riscaldamento; per loro rimane il problema del prezzo del prodotto, con una tendenza sempre al ribasso; i mercati pagano troppo poco (1-1,10 € al kg). Se il flagello principale nella nostra provincia riguarda le pere, la nostra principale produzione, Abate in primis, a loro si accodano anche albicocche, kiwi, prugne: un vero disastro. Oggi noi produttori abbiamo bisogno di sostegni e maggiore considerazione del nostro operato affinché si possa continuare a lavorare nei campi, che è ciò che abbiamo sempre fatto con passione e, non mi stancherò mai di ripeterlo, di minor burocrazia».
Interviene Elisabetta Moscheni, presidente della sezione frutticola di Confagricoltura Ferrara, impegnata in questi giorni a portare le problematiche dei frutticoltori alla conoscenza di tutti i sindaci. «La conoscenza e sostegno da parte delle amministrazioni locali, oltre a significare massima attenzione verso i propri concittadini, è fondamentale al fine di favore la prosecuzione della frutticoltura». —
A.T.
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