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Bonaccini non attende più «Cispadana da sbloccare Andremo anche a Roma»

Maurizio Barbieri

Sollecitazioni arrivano  anche dal coordinamento “No Autostrada” che vuole portare avanti  il progetto di strada veloce

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«Andremo a Roma per sbloccare la Cispadana». La frase è stata pronunciata dal presidente della giunta regionale Stefano Bonaccini durante una serata di confronto con amministratori modenesi a Villa Tagliata a Mirandola. «Faremo di tutto – ha affermato Bonaccini – per portare a casa lo sblocco della tanto attesa Cispadana, un’opera che in quanto tale porterà lavoro e che sarà strategica, insieme ad altri progetti infrastrutturali, per potenziare le aree industriali, il lavoro in generale e il turismo. Quello della Cispadana è un impegno che abbiamo assunto, la Regione ha fatto la propria parte, ho chiesto al Governo di chiudere il cerchio definitivamente e tempi certi».

Bonaccini appare quanto mai deciso a riprendere con forza il discorso dell’autostrada regionale una infrastruttura che collegherà il casello Reggiolo-Rolo dell’A22 alla barriera di Ferrara Sud sull’A13per un totale di 67 km per poi innestarsi con la superstrada Ferrara–Porto Garibaldi che sarà trasformata in autostrada.

le polemiche

La Cispadana ha vissuto un travagliato iter che ha visto indagare a lungo la Procura di Firenze. Recentemente nel dibattito è intervenuto anche Silvano Tagliavini portavoce del Coordinamento cispadano, No Autostrada Si strada a scorrimento veloce” il quale ha scritto una lettera al presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi nella quale esprime il proprio pensiero sul progetto: «Perché i lavori della Cispadana autostradale non partono? A bloccare l’apertura dei cantieri, annunciata negli anni e mai attuata, è l’incapacità di Arc Spa, società incaricata della realizzazione dell’asse viario, di predisporre un progetto definitivo». Viene adesso richiesto un cambio di rotta: «Fermando la Cispadana autostradale e puntare al completamento della Cispadana a scorrimento veloce; sviluppare un sistema di mobilità più sostenibile, riorganizzando la logistica e puntando sul trasporto ferroviario che la stessa Regione si sta impegnando a realizzare, rendendo a maggior ragione superata una nuova autostrada. Il futuro del Distretto metalmeccanico centese richiedono nuove visioni e infrastrutture all’altezza delle nuove sfide – conclude il portavoce – e non opere che guardano al secolo scorso come la Cispadana autostradale». –

Maurizio Barbieri

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