L’interrogatorio della mamma in reparto all’ospedale Sant’Anna
Questa mattina nuovo passo avanti per l’inchiesta giudiziaria
L’indagine
Questa mattina alle 11.30 la mamma del bambino trovato morto giovedì scorso in una casa della città sarà interrogata a Cona, dove la donna si trova ricoverata all’interno del reparto psichiatrico dell’ospedale Sant’Anna. Al faccia a faccia con gli inquirenti presenzierà anche il suo avvocato, Alessio Lambertini. «Ho già avuto occasione di incontrare la mia assistita ma è ancora molto scossa, sono stato nominato suo legale d’ufficio per tutelarla in concomitanza con gli atti cosiddetti irripetibili, come l’autopsia e gli accertamenti tossicologici, eseguiti sabato scorso», spiega il legale.
L’esame necroscopico è stato eseguito dal dottor Paolo Frisoni, gli accertamenti tossicologici dalla dottoressa Francesca Righini. «Restiamo in attesa dell’esito di queste due consulenze – prosegue l’avvocato – Serviranno alcune settimane per avere i risultati. Al momento non mi risultano atti a carico della mia assistita». Dall’autopsia non sarebbero emersi segni di traumi anche pregressi ma si attendono le valutazioni sui prelievi tossicologici effettuati sul piccolo e sulla madre. Le dichiarazioni della donna potrebbero assumere un certo rilievo oggi perché nell’immediatezza del fatto, giovedì scorso, aveva fatto affermazioni che aveva poi ritrattato. Ai carabinieri la mamma del bimbo aveva detto «l’ho ucciso io» ma aveva smentito tutto più tardi, in ospedale, dove era arrivata in stato di grave agitazione. Le sue condizioni fisiche e psicologiche avevano indotto gli inquirenti a rinviare l’interrogatorio, il cui esito potrebbe essere condizionato anche oggi dal suo stato di salute. Il sostituto procuratore incaricato dell’inchiesta è Lisa Busato, la procura sta mantenendo una posizione di cautela e non ha ancora individuato eventuali indagati, anche se la posizione della mamma del piccolo è in corso di valutazione. Anche il padre del bimbo, che non abita con la compagna, ha un avvocato. In questo caso, sempre in relazione all’incidente probatorio, la nomina è stata garantita a tutela della parte come possibile persona offesa. L’uomo era stato aggredito nel 2019 dalla convivente mentre dormiva ed era stato ferito con un coltello. Aveva quindi deciso di lasciare l’abitazione. «Lavora – spiega il suo avvocato, Alessandro Gabellone – ma ha fatto sempre visita ai bimbi e li accompagnava a scuola. Attendiamo anche noi l’esito delle consulenze già disposte». —
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