Ospedale, altre critiche «Al Delta per un polso Chiarezza sulla sanità»
ARGENTA. Sono mesi complicati per il Mazzolani Vandini, l’ospedale d’Argenta al centro di critiche per servizi evidentemente non adeguati. Vero che si attende l’avvio dell’importante collaborazione con lo Ior (Istituto ortopedico Rizzoli) di Bologna, ma se ad aprile fu l’ex assessore Isabetta Gomedi a criticare quanto le era accaduto con la malattia della madre Lina Tamarozzi, poi deceduta, stavolta la segnalazione arriva da un altro ex politico, Francesco Ruvinetti: «Per un intervento al polso - spiega l’ex presidente della Provincia -, una paziente di Argenta è stata inviata al Delta. L’ortopedia è andata, e con l’ortopedia anche il dipartimento di emergenza di cui l’ortopedia era servizio essenziale. D’altronde anche la chirurgia e il pronto soccorso sono ai minimi termini. Ma non solo, anche per una semplice colonscopia si viene mandati a Lagosanto».
«La cosa non è di poco conto - aggiunge -, anche perché il Delta dista 50 chilometri e si raggiunge dopo una strada tortuosa e spesso sconnessa. E parliamo di persone, per questo ritengo opportuno che qualcuno spiegasse ai cittadini argentani quale è il destino del loro ospedale. La cosa non sarebbe drammatica se, come sembrerebbe ovvio, Argenta (e anche Portomaggiore), fosse collegata col Sant’Anna. Ma l’ospedale di Cona è già sottodimensionato e non riesce a farsi carico dei suoi di utenti, tant’è che il pronto soccorso è già intasato e spesso i pazienti devono “soggiornare” qualche giorno in attesa di ricovero. Una situazione che si trascina da tempo, ma sulla quale non si riesce a ottenere risposta. Un tempo si programmava, ora si decide senza consultare nessuno e i “pazienti” si trovano di fronte al fatto compiuto. Ritorno, quindi, a porre la domanda: che ne sarà dell’ospedale di Argenta? E, con Argenta, dell’intero assetto ospedaliero provinciale? Non è il caso di deciderlo oggi, quando si debbono utilizzare gli investimenti previsti nel programma salute del Piano nazionale di resistenza e resilienza finanziato con i fondi europei?». —
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