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La Niagara va avanti «Siamo operativi in quasi tutti i reparti»

La Niagara va avanti «Siamo operativi in quasi tutti i reparti»

L’80% dell’impianto è tornato a funzionare regolarmente Nel mese di marzo bruciò una parte dello stabilimento

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Poggio renatico. «La Niagara sta pian piano tornando alla normalità. Al momento è operativa all’80%, bisognerà attendere ancora circa due mesi per arrivare a pieno regime perché i tecnici stano ancora operando su un impianto». Così l’avvocato Fabio Anselmo, legale dell’azienda, a tre mesi dalla notte in cui parte dello stabilimento andò a fuoco a causa di un guasto tecnico. «Ce la stanno mettendo tutta, i danni sono stati enormi ma almeno è stata dimostrata la sicurezza e la serietà di questo impianto».

il fuoco

Quella del 27 marzo sarà certamente ricordata notte lunga e difficile quella di giovedì a Poggio Renatico. Per qualche ore si è temuto il peggio, viste le fiamme altissime e il pauroso rogo alla ditta Niagara. Per fortuna già alle 3 di notte i vigili del fuoco riuscirono a spegnere l’ incendio e in questi mesi il lavoro è stato costante.

La Niagara da 40 anni si occupa dello smaltimento dei rifiuti e per la bonifica di siti contaminati da sostanze inquinanti. Specializzata nella raccolta, nel trasporto, nello stoccaggio e nel trattamento dei rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi. E le fiamme hanno preoccupato non poco i residenti in zona, alcuni dei quali non hanno mai visto di buon occhio l’insediamento. «E, invece, anche i tecnici di Arpae, arrivati immediatamente, non hanno riscontrato alcuna anomalia, quella notte come nei giorni successivi - aggiunge Anselmo -. Sono state fatte analisi su analisi ed è andato tutto per il meglio».

La Niagara si occupa anche dello smaltimento delle acque reflue. In pratica nello stabilimento vengono portati i rifiuti liquidi delle industrie che vengono sistemati in grossi silos. Attraverso un procedimento molto complesso, l’acqua viene divisa dagli oli che vengono poi smaltiti. A prendere fuoco è stato proprio uno di questi giganteschi contenitori, fatto prevalentemente di vetroresina e naturalmente è andato bruciato anche il suo contenuto. Con la fine dell’estate l’impianto tornerà operativo al 100%. —

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