La “casa” degli anziani Sede fissa e in centro: ora finalmente è realtà
L’obiettivo è utilizzarla già a partire dal mese di agosto Il sindaco Toselli: «Abbiamo mantenuto la promessa fatta»
CENTO. Sindaco e giunta ieri hanno visitato la nuova sede del Centro sociale per anziani, al piano terra dell’edificio della Fondazione Zanandrea, in pieno centro.
Un’immobile di 435 metri quadri che il Comune ha preso in affitto affidandolo, in comodato d’uso, al Centro sociale che con un intervento di ristrutturazione da 400mila euro lo ha trasformato creando spazi per poter svolgere ogni tipo di attività legata alla terza età. «Speriamo – ha detto Franco Cattabriga, presidente del Centro sociale – di poterlo utilizzare già da agosto. In ogni caso faremo l’inaugurazione in occasione della Fiera di settembre».
Attualmente sono 210 i soci ma si spera, avendo una sede fissa in pieno centro, di aumentarli. «Abbiamo mantenuto l’impegno che ci eravamo presi – ha detto il sindaco Fabrizio Toselli –, dare una sede fissa al Centro sociale. Lo meritano i soci e tutto il volontariato che vi gravita attorno, con il quale speriamo di fare tante iniziative. Inoltre il giardino, che da sempre era chiuso, verrà sistemato a cura del Comune e aperto al pubblico. Così ci sarà anche un grande polmone verde a due passi dal centro». Il giardino è anche dotato di grandi piante aromatiche che creano il clima giusto, anche in periodo di afa, per rilassarsi.
Durante gli scavi per i lavori è stata fatta anche una simpatica scoperta. «Scavando ad un paio di metri dal suolo – ha ricordato il progettista Donato Toselli – abbiamo trovato i tubi di un vecchio impianto di aria compressa. Erano i resti della piccola officina da cui poi è nata la Vm. Un piccolo cimelio che conserveremo con cura perché fa parte della storia del mondo industriale della città».
Nel piano superiore del complesso la Fondazione Zanandrea svolge attività con centri diurni che ospitano circa 150 ragazzi. Il direttore, Enrico Taddia, si è augurato in futuro di coinvolgere il Centro sociale. —
Giuliano Barbieri
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