Racket della sabbia Le minacce in aula con la telefonata «Dammi 3mila euro»
Così Natalino Buzzi si rivolse ad Andrea Grigatti il giorno prima di essere arrestato Ieri la registrazione in tribunale Sentenza attesa il 7 luglio
COMACCHIO. Una registrazione telefonica da cui emergerebbe in forma lampante il “racket della sabbia” per i lavori di sistemazione delle spiagge dei Lidi. Con Natalino Buzzi a ricattare Guido Grigatti: «Se non vuoi guai pagami la sicurezza, per 3mila euro al mese sei sicuro».
La chiamata minacciosa, poi trascritta dai carabinieri di Comacchio, è stata protagonista ieri nell’aula del tribunale di Ferrara dove si è chiusa la fase istruttoria del processo che vede imputati per estorsione Buzzi, 64enne comacchiese, e Claudio Stella, 56enne di Lagosanto. La telefonata risale al 22 maggio 2018. Il giorno successivo il blitz dei carabinieri, allertati dalla vittima della richiesta di denaro: i militari arrestarono Buzzi, il quale fu trovato con le banconote segnate della mazzetta intascata da Grigatti (500 euro, era un anticipo).
«Quella registrazione è un documento molto rilevante, Buzzi al telefono parlava anche per conto di Stella – sottolinea Denis Lovison, il legale di Guido e Andrea Grigatti, fratelli alla guida della ditta Ecotrasp –. Proprio il giorno precedente all’arresto in flagranza di reato, che fu poi convalidato».
Il processo, ormai alle battute conclusive, venne innescato dalle ruspe danneggiate sull’arenile di Lido Scacchi nella notte tra il 24 e il 25 aprile 2018, che avevano fatto da avvertimento per il ricatto che arrivò il mese seguente: un’azione punitiva ai danni degli escavatori della Ecotrasp, parcheggiati nei pressi del camping Florenz, a cui furono frantumati i finestrini. Da quel momento in poi iniziarono le indagini dei carabinieri sui Bagni della costa: i titolari tuttavia smentirono pressioni e minacce ai loro danni, negando l’esistenza di una “mafia della sabbia” che regolava a suo modo il mercato. Ma la telefonata risuonata in aula sembra far riferimento a una realtà differente. Discussione finale e sentenza il 7 luglio. —
F.T.
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