Un documento per Laura «Ora chiedo solo questo Il Covid mi ha portato a un passo dalla morte»
Michele Molinari è tornato dalla Romania e comprato casa a Burana Il Comune in aiuto per far ottenere alla compagna la carta d’identità
la storia
Alla ricerca di un’identità, o meglio di una carta d’identità. Un documento di vitale importanza, ancora di più se ci si trova in forte difficoltà. È il caso di Michele Molinari, nato a Bondeno 54 anni fa. Vive con la compagna Laura, di nazionalità rumena, in una piccola casa appena acquistata a Burana, «35 metri quadri: siamo io, lei e due gattine», racconta l’uomo.
La coppia si è conosciuta proprio in Romania, dove Michele, che era stato lasciato dalla moglie, si era trasferito per lavoro. «Dopo la separazione del 2012, decido di dare una svolta e vengo mandato da Tim all’estero per formare personale nei call center in lingua italiana. Sarei dovuto restare tre mesi, poi la vita è strana». Conosce l’attuale compagna, ma con la gioia arrivano anche i dolori.
il covid e il ritorno
Nel febbraio scorso Michele si ammala di Covid in forma anomala: «Sono sopravvissuto per miracolo, con danni permanenti polmonari, renali, pancreatite, paresi della vescica. Ho visto morire quattro compagni di camera nel reparto in cui ero ricoverato», ricorda non riuscendo a trattenere l’emozione.
A questo punto la decisione di tornare in Italia, decidendo di investire i pochi risparmi, circa 10mila euro, per comprare casa a Burana: «Ho voluto così almeno per tornare e morire nel mio paese. Vado fuori e dentro dagli ospedali, forse non mi resta molto tempo da vivere».
Le spese sono tante e i due si mettono alla ricerca di lavoro: «Non siamo gente che campa di sussidi – dice Michele –. Tim mi aveva promesso un part time ma non se ne è fatto nulla, mi ha lasciato una porta aperta se fossi risultato invalido. Laura, oltre a fare pulizie a ore in nero, ha trovato un lavoro in smart working per un call center». A quel punto però spunta un altro problema: l’azienda non fa il contratto, e neppure può pagare la dipendente, senza un documento d’identità italiano, e nessuna banca né le Poste le aprono un conto corrente. E inoltre, senza residenza, Laura, a cui è intestata la casa, rischia di pagare l’Imu maggiorata.
all’anagrafe
Michele si dà allora un gran daffare: va in Comune a Bondeno, interpella l’ufficio anagrafe, parla con il sindaco Simone Saletti e con l’assessore Francesca Piacentini. «Si sono dimostrati comprensivi – sostiene l’uomo – però ho avuto qualche problema con l’ufficio anagrafe».
Il tentativo è accorciare al massimo i tempi, Michele vorrebbe subito per Laura una carta d’identità cartacea, tuttavia questa è rilasciabile, come dice la legge, solo in casi di estrema emergenza o per acquistare un biglietto aereo. E non è questo il caso.
Pochi giorni fa, dopo qualche incomprensione, è arrivata l’attesa svolta: «Abbiamo rilasciato una ricevuta di carta d’identità elettronica – spiega l’assessore Piacentini – assieme a una circolare del ministero dell’Interno che certifica come un documento del genere abbia esattamente, dunque, stessa funzione, stessa valenza e stesso uso della stessa carta di identità in formato elettronico. Il Comune si è messo a disposizione, cercando di ridurre al minimo i tempi. Anche il nostro sportello sociale è disponibile ad aiutare le persone in difficoltà». Qualche giorno di attesa per la carte vera e propria, poi Michele e Laura potranno tirare un sospiro di sollievo. —
Fabio Terminali
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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