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Sviluppo economico e territorio Le sfide post covid per Confartigianato

Sviluppo economico e territorio Le sfide post covid per Confartigianato

Cirelli: grave l’innalzamento del costo delle materie prime L’assessore regionale Calvano: spazio alla digitalizzazione

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Sviluppo, territorio, sfide post covid. Ripresa, infrastrutture, Camera di Commercio. Questi sono stati alcuni dei punti trattati dall’assessore regionale al Bilancio Paolo Calvano nel corso del suo intervento all’ultimo consiglio di presidenza di Confartigianato (dopo quello con l’assessore comunale al Recovery Andrea Maggi), nei giorni scorsi. Un ragionamento che parte da un presupposto, sottolineato a più riprese dall’amministratore: «È il momento di dare, da parte delle istituzioni». Perché, dice Calvano, «la ripresa va intercettata. L’obiettivo deve essere quello di raggiungere dei livelli di Pil pre covid, già nel 2022».

Il bazooka di fondi europei in arrivo per il nostro Paese «deve essere declinato nel solco tracciato dal Pnrr, che avrà un impatto superiore a quello del piano Marshall nel dopoguerra». Nella gestione di questi fondi, un ruolo nevralgico lo giocherà proprio la Regione, che si sta già attrezzando in questo senso. Come zone di intervento, incalzato anche dal presidente provinciale di Confartigianato Graziano Gallerani, l’assessore al Bilancio rivela che i punti focali su cui in Regione sono state concentrate le attenzioni sono essenzialmente quattro: l’asse del Po e della Bassa Padana, il versante costiero, la via Emilia e la zona appenninica. Per essere all’altezza di affrontare in maniera ottimale le sfide per il territorio, Calvano ricorda il «grande impegno nell’ottica della semplificazione e nella digitalizzazione della struttura e dei servizi amministrativi che la Regione sta mettendo in campo». Perché la pubblica amministrazione «deve essere un alleato, non una controparte».

Lo scoglio forse più difficile da scavalcare è quello legato alle Camere di Commercio.

«Se siamo riusciti a fermare la riforma delle Province– così l’assessore – non vedo perché non possiamo fare altrettanto sulle Camere di Commercio. Il mio appello è rivolto al ministro allo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti: apriamo il tavolo di confronto sulle Camere e arriviamo a una soluzione che possa premiare gli enti virtuosi».

D’altra parte «la Regione sta facendo la sua parte – chiude Calvano – ma non possiamo “palleggiare” per sempre e tenere bloccata a situazione, deve intervenire il ministro».

Sul punto, che in qualche modo rappresenta un cavallo di battaglia per Confartigianato, interviene anche il segretario provinciale Paolo Cirelli.

«La salvaguardia dell’autonomia della Camera di Commercio per noi è sempre il primo punto all’ordine del giorno dell’agenda politico-sindacale – così Cirelli –. Dopo un lungo percorso, anche con il Tavolo dell’Imprenditoria, siamo riusciti a creare una convergenza e a sottoscrivere un documento comune».

Un approccio che, a detta del segretario di Confartigianato, «è virtuoso, perché si muove nell’esclusivo interesse del territorio e delle imprese che rappresentiamo». Lo spirito con il quale si concepiscono le riforme «deve essere costruttivo e dialogico, mai distruttivo. Pur nella legittima rivendicazione delle proprie posizioni, occorre sempre trovare un punto di sintesi. Non c’è peggior decisione che quella di non decidere. Ferrara ha bisogno di alzare la testa, e per farlo ha bisogno della sua Camera di Commercio».

La richiesta che Cirelli avanza all’amministrazione regionale riguarda l’aumento spropositato delle materie prime.

«Stiamo assistendo – così Cirelli – a un fenomeno pericolosissimo: l’innalzamento dei costi delle materie prime rischia di vanificare la ripresa e di erodere i margini sia delle imprese manifatturiere che delle costruzioni. Per queste ultime è necessario che la Regione riveda e adegui il prezziario delle opere pubbliche, che altre regioni hanno già adeguato». —

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