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“Tanto grande e così piccolo” Si vince con la regola del sette

“Tanto grande e così piccolo” Si vince con la regola del sette

Il testo del racconto di Marcella Figuccio e Chiara Bonati che ha ottenuto il punteggio più alto tra gli elaborati in gara 

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Il racconto

Dentro a una scatola molto piccola ma abbastanza grande, abitava il popolo degli Impensabili.

Tutti gli abitanti erano molto piccoli, ma abbastanza grandi per poter indossare tutte le corone che desideravano. Il Re ne portava addirittura 100. Tutte insieme!

Corone d’oro, corone di brillanti, corone di spade e corone di fiori. Corone pesanti e corone leggere. Corone di caramelle e corone di cuscini. Corone per i giorni belli e corone per i giorni storti. Agli Impensabili infatti, piaceva indossare tutte le corone che volevano.

Al popolo degli Impensabili piaceva molto stare dove stava. La loro scatola non aveva buchi dai quali poter prendere freddo e le strade erano tutte dritte.

Arrivavi subito dove volevi andare… impossibile sbagliare! Le case erano tutte rotonde, non avevano neanche uno spigolo e nemmeno il miglior zuccone sapeva dove sbattere la testa. Persino il tempo non ti correva dietro e potevi riempirlo ogni mattina in modo nuovo.

Ma un giorno, uno strano giorno… la scatola si bucò.

Il buco era molto piccolo, ma abbastanza grande per far cadere fuori tutto il popolo degli Impensabili in un colpo solo. In un baleno si trovarono in un posto molto grande, ma troppo piccolo. Qui infatti, non erano soli. Ecco perché era troppo piccolo!

Non era solo uno strano giorno, era anche uno strano mondo. Nessun abitante infatti indossava la corona. Molti avevano la tosse, la febbre, stavano tutto il giorno a letto ed erano così stanchi che non riuscivano nemmeno a fare niente.

Questi strani abitanti erano molto alti, ma diventavano piccoli per la paura che avevano. Così impauriti che si travestivano per non farsi riconoscere.

Finalmente, dopo 7 Mattine, 7 Pomeriggi e 7 Sere il Re degli Impensabili vide da lontano un abitante senza travestimento e la cosa era così straordinaria perché addirittura sembrava indossare una corona. Tutto il popolo allora si precipitò per godere di quello spettacolo.

Un passo lento, un passo veloce…. Eeethciu’! Un passo curioso, un passo prudente… Cof-cof! Un passo che assomigliava a un salto e tanti passi tutti insieme. Eccoli arrivati..

Da vicino sulla sua testa si riconoscevano tante lenti d’ingrandimento, nella sua tasca aveva un microscopio e davanti agli occhi 2 occhiali molto eleganti. Era sicuramente uno scienziato… ed era sicuramente l’abitante giusto a cui chiedere aiuto.

Gli Impensabili iniziarono allora ad urlare chiamandolo a squarciagola, ma lui non sembrava nemmeno accorgersene. L’Impensabile con le corone di spade gli saltò addosso per primo, si appese ai suoi capelli e aiutò tutti gli altri a salire. Quando furono sopra di lui, lo scienziato non riuscì più a reggersi in piedi, barcollò e inciampó... così facendo alcuni Impensabili finirono dentro al suo naso.

A quel punto, si udì lo starnuto più potente di tutti gli starnuti potenti, talmente potente che tutti ruzzolarono potentemente a terra.

Lo scienziato un po’ frastornato si rimise in piedi. Scrollò il microscopio e lo mise in tasca, soffiò sugli occhiali e li posò sul naso, strofinò le lenti, ma non le mise sulla testa, perché qualcosa attirò la sua attenzione. Anzi no.. qualcuno! Qualcuno di molto piccolo che per essere visto servivano un microscopio e tre lenti una sopra l’altra. Il popolo degli Impensabili pensò di essere stato finalmente trovato!

In verità tutti sapevano che il popolo degli impensabili gironzolava per le loro strade. Ecco perché si nascondevano dietro ai travestimenti! Il popolo degli Impensabili era conosciuto, infatti, per provocare malanni di stagione a chiunque li avesse incontrati da molto vicino.

Lo scienziato allora li raccolse uno ad uno e li portò nel suo laboratorio. E proprio perché era uno scienziato sapeva che dove c’è un problema c’è sempre la sua soluzione. E lui voleva trovarla! Immaginatevi dover andare in giro con un travestimento anche d’estate, con il caldo! O fare una gita dentro al bosco impigliandosi in tutti i rami!

Certo è divertente andare al parco, sulle altalene o sullo scivolo sentendosi supereroi, però poi se incroci un amico e non ti riconosce, ci rimani male perché non ti saluta!

Dopo 7 Lune, 7 Soli e 7 Temporali, lo scienziato aveva i capelli lunghi e appiccicosi, gli occhiali sbilenchi e le lenti tutte appannate, ma ce l’aveva fatta!

Aveva capito come fare! Bisognava trovare un posto abbastanza grande, ma non troppo piccolo per starci tutti… anzi no… il posto già lo avevano! Dovevano soltanto trovare un modo per starci tutti comodi.

Fu così che si riunirono tutti per parlare. Servirono 7 Litigate, 7 Paci fatte e 7 merende tutti insieme, ma riuscirono a concordare le loro nuove comode regole.

In questo posto si poteva aspettare il proprio turno. Si riusciva a fare la fila senza spingere gli altri e si poteva parlare quando gli altri ti stavano ascoltando. Ci si poteva fermare e dare la precedenza. Se un posto era troppo affollato potevi anche aspettare fuori… sentendo il tempo che stava passando.

Così quella scatola molto piccola ma abbastanza grande si era rotta. E quel posto molto grande, ma troppo piccolo non sembrava alla fine tanto grande e così piccolo perché dopo 7 Tramonti, 7 Albe e 7 Colazioni… erano davvero capaci di stare tutti comodamente insieme. —

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