San Girolamo, robinia crollata «Ora non abbattetele tutte»
La presidente del Garden Club, Gianna Foschini Bordesani, lancia un appello per evitare che le piante vengano rimosse dal sagrato
In molti si stanno chiedendo quale sarà il destino delle vecchie robinie che delimitano il sagrato della chiesa di San Girolamo. Infatti dopo il cedimento di una di queste piante che da più di mezzo secolo decorano il sagrato della chiesa di San Girolamo è stato necessario il suo abbattimento.
«Lo scorso 4 giugno ero come al solito nella mia edicola di giornali – racconta il titolare, Lorenzo Melli – quando verso le 11 e 20 ho sentito un tonfo: la pianta aveva ceduto ed era a terra. Per fortuna senza causare danni né a persone né a cose. Sono intervenuti i vigili del fuoco tagliandola come si vede ancora, recintando le altre perché ritenute pericolanti». Sabato 12 giugno sono poi subentrati i vigili urbani oltre ai vigili del fuoco per valutare la situazione ma in realtà nessuno sembra sapere quale sia stata la sentenza per le altre robinie che denunciano come il tempo abbia inciso fortemente sul loro aspetto. La presidente del Garden Club, Gianna Foschini Bordesani, che si occupa da tempo di curare il verde del sagrato di San Girolamo, ha dichiarato di non essere stata messa al corrente dell’abbattimento e così i suoi collaboratori che da anni seguono la situazione di questi antichi alberi che si rigenerano da se stessi, compiendo una straordinaria rinascita uscendo dal proprio tronco che si spacca a metà per dare spazio al nuovo albero. «Spero vivamente che i frati carmelitani scalzi, proprietari della chiesa e del monastero annesso – ha dichiarato la presidente – non prendano la drastica soluzione di abbatterli tutti».
«Non è la Curia infatti a poter decidere – ha precisato monsignor Massimo Manservigi, vicario dell’arcivescovo – bensì l’ordine carmelitano che qui ha sede e siamo certi che procederà nel modo migliore». Ma i frati carmelitani attualmente non ci sono perché il convento è da restaurare. Attualmente passando per via Savonarola un cordone bianco e rosso delimita le robinie presenti rendendo anche problematico l’accesso in chiesa mentre accanto a queste piante cantate da vari scrittori e dall’architetto Bassi, giacciono a terra i resti di quella che invece era crollata.
Margherita Goberti
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