Scivolata su Facebook «Quel post di Amà umilia tutte le donne»
Il presidente del consiglio attaccato dalle opposizioni La giustificazione: «Può capitare, spiegherò più avanti»
Fabio Terminali
COPPARO. Un post, con un’immagine che peraltro gira sui social da qualche anno, condiviso sul profilo personale dal presidente del consiglio comunale Alessandro Amà. Recita così: “Un vero uomo fa bagnare le mutande ad una donna, mai gli occhi!!!”. E la polemica da parte dell’opposizione al gran completo, con l’accusa di sessismo rivolta all’esponente di Forza Italia, è immediata.
«Svilimento del ruolo della donna, volgarità e mancanza di rispetto inaccettabili, in particolare per chi riveste una carica pubblica», dicono i consiglieri di Pd, Movimento 5 Stelle e l’indipendente Diego Farina.
«Nel post si fa specifico riferimento alla donna come oggetto sessuale di un presunto “vero uomo”, con allusioni che lasciano ben poco all’immaginazione – dicono dall’opposizione –. Il signor Amà ha un ruolo pubblico e rappresenta i cittadini e le cittadine di questo territorio: per questo ruolo percepisce un compenso, pagato da tutti i copparesi. Chi riveste una carica pubblica così importante ha onere e onore di veicolare messaggi rispettosi e consoni. Il post è colmo di stereotipi nei confronti delle donne ed è un’assoluta mancanza di rispetto. Che senso e credibilità hanno le azioni di questa amministrazione per le pari opportunità e contro la violenza alle donne, se sono poi rappresentate ai massimi vertici da chi condivide ed evidentemente si diverte davanti ad immagini simili?». Bassi, Berneschi, Caleffi, Celati, Farina e Tumiati chiedono quindi «una presa di posizione netta» da parte del sindaco Fabrizio Pagnoni e del vicesindaco Franca Orsini, che ha la delega alle Pari Opportunità, «e al consiglio tutto una valutazione circa l’opportunità che il consigliere continui a ricoprire la seconda carica più importante del Comune».
«POSSO SBAGLIARE»
«Anche il presidente del consiglio comunale è un uomo che può sbagliare». Queste le parole di Amà, che prova a giustificarsi e non pensa alle dimissioni: «Mi prendo tutte le responsabilità, ma ho delle motivazioni personali, può capitare in una situazione particolare». Quale, scusi? «Ne parlerò di fronte al consiglio comunale – risponde Amà –, quella è la sede più consona se alcuni consiglieri mi criticano». Ma non sarebbe meglio scusarsi? «Se mi scuserò, lo farò in consiglio. Certo, mi dispiace se ho creato disturbo, se ho urtato la sensibilità di qualcuno».
E Pagnoni che dice? Per adesso nessun commento. «Il sindaco – fanno sapere dal municipio – ora non ritiene opportuno rilasciare dichiarazioni su esternazioni fatte, come è stato riferito, a titolo personale». —
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