“Viale K” con i più fragili Adesso l’emergenza sono i senzatetto
Fare il bilancio di un anno di attività specialmente per un’associazione di solidarietà e volontariato come “Viale K”, attraverso tabelle con tanti numeri, potrebbe sembrare una fredda esposizione di dati statistici; invece dietro a quelle cifre apparentemente aride ci sono storie di umanità che soffre e che proprio attraverso Viale K sta ritrovando la speranza e la fiducia.
Ieri pomeriggio il presidente don Domenico Bedin, il direttore Raffaele Rinaldi e per la parte amministrativa Francesca Rinaldi hanno riunito i soci (attualmente sono una novantina) per affrontare le diverse problematiche che ogni giorno affrontano e quest’anno durante la pandemia particolarmente difficili.
«Il nostro problema principale – hanno concordato – è avere a disposizione più fondi per mantenere attivi i nostri progetti; è inoltre necessaria una più stretta collaborazione sia operativa che di condivisione con i Servizi Sociali e dell’Amministrazione pubblica e soprattutto è urgente riportare l’attenzione sulle persone senza fissa dimora che per la realtà ferrarese non sono tante e che quindi si potrebbero aiutare più facilmente».
Entrando poi nello specifico è stato anche sottolineato che nell’anno 2020 le persone accolte presso le otto comunità dell’associazione Viale K, sono state 199, (di cui 184 uomini e 15 donne con una maggiore presenza nella fascia di età compresa fra i 45 – 64 anni per gli italiani e fra i 25 ed i 44 per gli emigrati – tutti maschi); un numero inferiore a quelle del 2019 che erano state 261. Questo calo non perché la situazione sia migliorata, anzi la causa è delle oggettive difficoltà riscontrate nelle procedure di accoglienza durante la fase di emergenza sanitaria da Covid 19 che tuttora prevedono la somministrazione del tampone quale condizione per l’ingresso in struttura a cui si aggiunge la richiesta da parte delle stesse strutture, di garantire il distanziamento sociale riducendo così i posti disponibili. Infine si è registrato un blocco di turn over durante la fase di emergenza connotata da diversi lock down e dalla sospensione dei programmi di inserimento. La mensa nonostante l’emergenza non ha mai smesso di funzionare ogni giorno della settimana e ha distribuito 27. 375 pasti a cui si aggiungono i 51.100 nelle comunità per un totale complessivo di 78. 475; oltre a questo servizio si deve aggiungere la distribuzione dei pacchi alimentari settimanali che coinvolge sette volontari registrando un aumento nel numero rispetto all’anno precedente: famiglie assistite 401, numero spese 5. 720 contro le 4.314 del 2019, pacchi alimentari 11440 contro gli 8.628. Viale K si preoccupa anche di promuovere attività per l’integrazione di immigrati con attenzione ai giovani; gli iscritti sono stati 55 alla scuola estiva e 44 al doposcuola. Importante è anche la consulenza legale, servizio che si svolge in collaborazione con l’associazione “Avvocato di strada”; ne usufruiscono i senza dimora o accolti presso strutture di accoglienza e le problematiche più frequenti riguardano la residenza. —
Margherita Goberti
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