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Un tendone “lasciato” nella Casa della Salute «Non è del Comune»

An.Bo.
Un tendone “lasciato” nella Casa della Salute «Non è del Comune»

Zanardi replica alle polemiche: «Non siete ben informati» «È della Protezione civile, basta accusare senza sapere»

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codigoro. «Qualcuno può dirmi a cosa serve il tendone della protezione civile nel cortile dell’ospedale, montato a dicembre e mai utilizzato?». Una semplice domanda in un gruppo su Facebook, ha dato il via ad una serie di interventi, polemiche e frecciate tali che la sindaca Alice Zanardi ha ritenuto opportuno intervenire. «Non lo faccio quasi mai - ha detto al telefono -, ma penso ci debba essere un limite a tutto anche perché alle volte vengono costruiti castelli sul nulla e si perde il filo del discorso».

il tendone

«Sono convinta che ai cittadini bisogna dire sempre la verità e credo in questi anni di averlo sempre fatto sottolinea Zanardi -, quindi forse è meglio fare un po’ di chiarezza». Cosa ci fa, appunto, il tendone nel cortile della Casa della salute? «La tenda non è stata messa dal Comune ma dalla protezione civile su richiesta dell’Ausl - specifica subito la prima cittadina -. Tra l’altro abbiamo chiesto più volte di toglierla per tutta una serie di motivi che abbiamo messo in evidenza con i diretti interessati. Da quello che mi dicono dovrebbero comunque intervenire in questi giorni».

i migranti

Ma non è solo la tenda il problema. A far balzare Zanardi dalla sedia sarebbe è l’accusa di aver acquistato con i soldi della comunità delle biciclette per i migranti ospiti: «L’amministrazione non ha mai pagato biciclette ai migranti che erano qui perché i privati mettono a disposizione le loro case. Come giunta abbiamo sempre dato priorità a due aspetti del nostro bilancio: pubblica istruzione e sociale, che sono sempre stati implementati per dare risposte alle famiglie e alle persone in difficoltà, ad esempio attraverso la gratuità di mensa, trasporto scolastico, libri di testo per i ragazzi che frequentano le scuole secondarie di primo grado, campi estivi con un costo di oltre 100mila euro, inglobando anche la parrocchia per poterla aiutare, campus per il teatro e tantissime altre azioni». Infine, «le risorse messe a disposizione per la fiera vanno sempre viste come un’opportunità che creerà un indotto per tutte le attività economiche del nostro territorio, che hanno sofferto in modo particolare a causa dell’emergenza sanitaria. Inoltre, per quanto riguarda il sociale, non mi sono mai sottratta nell’aiutare. Questa è la verità». —

An.Bo.

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