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il leader radicale 

Zamorani: scioglimento del Consiglio inattuabile

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«Un governo della città non all’altezza della situazione e un’opposizione non in grado di esprimersi con efficacia, in maniera allarmante». Coglie il caso Arquà per rafforzare la sua collocazione tra i due contendenti, Lega e Pd, il “neocentrista” Mario Zamorani. L’esposto dell’opposizione alla ministra Lamorgese per chiedere di fatto il commissariamento del Comune, viene demolito: «Basta leggere la normative e appare di tutta evidenza che non sussiste alcuna delle condizioni previste dalla legge che potrebbero portare a scioglimento e commissariamento - dice il leader radicale - La Lega di Salvini ha tra l’altro un ruolo tale nel governo che, anche in presenza di motivazioni più solide, il commissariamento risulterebbe a dir poco improbabile». Anche lui aveva chiesto l’anno scorso, per altri fatti, «un intervento della ministra? Sì, ma avevo scritto come semplice cittadino». Questo fatto, conclude Zamorani, conferma che il problema è «la reciproca delegittimazione». —

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