L’allarme degli allevatori: i costi delle materie prime superano i ricavi col latte
SCORTICHINO. Il grido d’allarme degli allevatori arriva in Regione, dopo i recenti rincari dei mangimi zootecnici e di materie prime che riducono significativamente i ricavi degli operatori e mettono a rischio un’intera filiera che produce latte e carni di qualità. Come nel caso della società agricola Ferlin: un allevamento condotto da Ilaria Ferlin – assieme al padre Graziano e alla madre– che dal 2012 si è insediato in via Piretta Rovere, poco fuori da Scortichino, nel Bondenese.
LA RIPARTENZA
Dopo il sisma, la famiglia Ferlin ha trasferito i suoi capi in questo angolo verde del territorio. «Abbiamo 67 capi, che producono latte che forniamo a un’azienda che lavora sull’alta qualità. Siamo qui da dopo il sisma del 2012, quando abbiamo deciso di ricominciare da zero», dice Ilaria Ferlin. Una giovane che ha deciso di investire nella zootecnia, appoggiata dalla famiglia. «In un lavoro che non conosce sabato e domenica – conferma il padre Graziano – perché gli animali vanno accuditi sempre».
La zootecnia ha retto in questi anni, nonostante la pandemia, ma alla ripresa si è scontrata con l’aumento dei costi delle materie prime, anche della soia e del mais. «Abbiamo riscontrato aumenti del 25-30 per cento, a fronte di prezzi di mercato più bassi per il latte – conferma il tecnico-alimentarista dell’azienda, il medico veterinario Riccardo Paganelli –. In un mercato dove 3-4 centesimi per litro possono fare la differenza per gli allevatori, che ragionano ormai su margini di guadagno molto ristretti».
la risoluzione
Il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, ha visitato nei giorni scorsi l’azienda di via Piretta Rovere, per ascoltare la voce dei produttori. Martedì scorso è stata votata, in commissione Politiche Economiche regionale, una risoluzione a prima firma di Bergamini e sottoscritta tra gli altri dai colleghi Fabio Rainieri (Lega), Matteo Daffadà e Palma Costi (Pd). La quale impegna l’Emilia-Romagna a prendere misure urgenti a sostegno del settore, per difendere la «sovranità alimentare – spiega Bergamini – a fronte di Cina e Stati Uniti che stanno accaparrandosi le materie prime sui mercati, alzandone i prezzi. Esiste un problema di sostenibilità finanziaria per le imprese agricole, senza contare che l’Italia è in ritardo sulla direttiva europea contro le pratiche sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare». —
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