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L’ex consigliera: «Scelta non libera io sotto pressione»

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L’ormai ex consigliera Arquà che ieri ha chiesto di poter partecipare alla riunione del Consiglio è stata “silenziata”. «Non mi fanno collegare al consiglio comunale, mi hanno bloccato – ha dichiarato sulla sua pagina Facebook – Responsabilità civili e penali di quanto successo le deciderà la magistratura e spero di essere convocata il più presto per chiarire come si sono svolte le cose ma qui non siamo in tribunale ma in Consiglio comunale». Arquà ricorda di essere stata contattata l’11 giugno scorso dal presidente del Consiglio comunale (Poltronieri, ndr), circa 12 ore dopo la scoperta di essere indagata. «Non ero per niente lucida, anzi ero spaventata perché avevo iniziato a capire che in questi anni mi ero fidata di certe persone in modo cieco e ingenuo», ha aggiunto. Sottolineando anche di aver subito «forti pressioni in primis da Davide Bergamini, segretario provinciale della Lega», per rassegnare le dimissioni e di essere stata raggiunta «per strada» da Poltronieri, che «mi faceva firmare un foglio già predisposto. Si è approfittato della mia condizione di forte confusione e debolezza. La mia scelta è stata tutt’altro che libera, indipendente e ponderata» e quindi «ritengo di avere tutto il diritto di mantenere la mia carica di consigliere comunale».

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