Duello per Unife Proposta di dibattito Volano scintille tra i due candidati
“Azione”: confronto pubblico sul rapporto con la città Pinton: il rettore sta sostenendo la mia avversaria
Ormai a ridosso dell’apertura delle urne, mercoledì 7 luglio, si “stappa” la campagna elettorale per il rettore Unife, finora rimasta molto sotto traccia e tutta rinchiusa nelle mura dell’ateneo. È stato l’ex rettore Pasquale Nappi a dare fuoco alle polveri, invocando una «apertura» del dibattito alla città, a partire dal superamento delle lezioni a distanza, già decisa in altre realtà. Sulla scia uno dei due candidati, Paolo Pinton, rincara la dose parlando di «esempio peggiore di campagna rettorale» e accusando la rivale Laura Ramaciotti di evitare tutti i confronti, potendo contare sull’appoggio del rettore Giorgio Zauli, e sollevando interrogativi anche su recenti reclutamenti. Ieri è poi arrivata la proposta-appello di Ferrara in azione per «un confronto pubblico sulle tematiche di rapporto tra città e università con visione sul 2027», con il direttore della Nuova come moderatore.
i duellanti
Ramaciotti, direttrice di Economia e allieva di Patrizio Bianchi, ha tenuto fin dall’inizio un profilo istituzionale.«Sono ottimista per il voto, i riscontri sono stati positivi soprattutto per aver sottolineato il mio obiettivo di dare collegialità alla governance e potenziare la comunicazione, interna ed esterna - ribadisce anche in queste ore - Punto molto sul consolidamento, nelle risorse umane, nell’edilizia compreso il quadrilatero di via Savonarola, per raggiungere la massima efficienza». Sulle modalità della campagna elettorale, Ramaciotti si limita a dire che «c’è stato il confronto con l’assemblea generale di ateneo, e poi presentazioni di singoli a varie componenti. Avrei preferito toni più moderati». Il ritorno alle lezioni in presenza? «Si dovrà valutare con i singoli dipartimenti a seconda delle specificità dei corsi di laurea» è la sua posizione.
Su questo tema Pinton, vicedirettore di Scienze mediche, si sbilancia maggiormente: «Bisogna cambiare l’indirizzo politico, i nostri studenti sono i primi a chiedere il ritorno in presenza, si può fare con prenotazioni o turnazioni. All’inizio della pandemia è stato assolutamente corretto bloccare gli afflussi, ma poi non è stato fatto abbastanza, forse perché i vertici Unife erano impegnati nella campagna elettorale...». E qui lo “sfidante” («non mi sento l’outsider, comunque potrebbe non rivelarsi uno svantaggio essere in discontinuità») rompe gli argini: «È la prima volta da quado seguo campagne elettorali che vedo un rettore in carica sostenere così apertamente un candidato, chiamando direttamente i colleghi. E mi chiedo se è normale che l’1 luglio ci sia la presa di servizio di 13 posizioni di ricercatori a tempo determinato nello stesso settore». Pinton poi attribuisce a Ramaciotti la volontà di «non partecipare a incontri con me: dice sempre che è molto impegnata, di fatto non è stato possibile confrontarsi». Tra i temi ci sarebbero stati la necessità di mantenere la qualità dell’insegnamento con oltre 20mila iscritti e 600 matricole a Medicina («bisogna pensare ai tirocini, serve una distribuzione migliore») e appunto i lavori del complesso Savonarola («nel bilancio gli accantonamenti ci sono già, bisogna partire»).
la proposta
Ferrara in azione di Alberto Bova ritiene che «non sia troppo tardi» per proporre un confronto pubblico: Unife è fondamentale per la città per i suoi oltre 10mila studenti fuori sede, la qualità della ricerca «riconosciuta numerose volte in occasione delle tornate di valutazione nazionale», la “terza missione” del trasferimento tecnologico. «Se i risultati prodotti nell’ambito della didattica e della ricerca negli ultimi anni sono stati rimarchevoli - aggiunge Ferrara in azione - lo stesso probabilmente non si può dire per l’ateneo ferrarese nella sua capacità di portare avanti attività di terza missione, in un rapporto dialogico con il territorio, ponendo attenzione alle istanze emergenti dal tessuto civile ed imprenditoriale». Anche per questo, conclude la componente provinciale di Calenda, «desta un po’ impressione il fatto che la campagna elettorale per la scelta del nuovo Rettore, seppur avviata ufficialmente da più di un mese, non abbia visto alcun momento di confronto pubblico di confronto», svolgendosi «all’interno dei dipartimenti universitari con poca o scarsa attenzione nei confronti della città». —
Stefano Ciervo
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