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Tariffa rifiuti, consiglio “caldo” Il nuovo regolamento passa

Tariffa rifiuti, consiglio “caldo” Il nuovo regolamento passa

Corradi: «Svantaggi per l’utenza». Verri: «Il porta a porta è peggiorato» Amman (Clara): «L’obiettivo è uniformare le norme per tutti i Comuni»

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BONDENO. Bondeno ha un nuovo regolamento per la tariffa dei rifiuti corrispettiva. È questo l’esito della seduta dedicata del consiglio comunale, svoltasi mercoledì sera. «Il nuovo documento recepisce alcune novità legislative rispetto al regolamento 2020 – spiega il dirigente del settore tecnico, Maria Orlandini – comportando l’introduzione di nuovi articoli e la rivisitazione di altre norme».

Il capogruppo di “Bondeno in testa”, Tommaso Corradi, parla di «modifiche peggiorative per l’utenza. Proporrei a Clara – dice Corradi – un percorso per arrivare a maggiori servizi. La tariffa non è aumentata in modo esponenziale, ma il tutto si è tradotto in una dilatazione della raccolta».

Corradi ricorda il nodo dei rifiuti “verdi”: «Si era parlato di un cambio di passo, ma non lo riscontriamo». Pd e “Bondeno in testa” votano contro il nuovo regolamento, come la civica di Davide Verri. Nel merito del dibattito politico: «Finalmente, anche il consigliere Corradi si è accorto della battaglia che abbiamo fatto negli ultimi anni, per capire cosa non andava», ribatte il sindaco Simone Saletti.

Le tariffe sono «tenute calmierate anche da risorse del Comune. Sulla raccolta del verde, ricordo che fare arrivare un mezzo per raccogliere i residui vegetali ha un costo», ricorda l’assessore all’ambiente, Marco Vincenzi.

A sorpresa, interviene in diretta il direttore di Clara, Alfredo Amman: «Abbiamo forzato le regole del gioco – dice i–. L’ingresso di una regolazione ha imbrigliato il piano finanziario. La ricomposizione della quota variabile della Tari, rispetto alla quota fissa (la quale incide sui metri quadri ndr) è uno sforzo per arrivare a una tariffa vicina ai consumi piuttosto che alla tassa».

Lo sforzo è stato quello di arrivare a 19 regolamenti comunali uguali. «La mia idea è di uniformare come frequenza e tipologia. Clara – conclude Amman – opera nella raccolta, mentre tutto quello che è a monte (nello smaltimento) genera indotto in altre aziende, ma è fuori dal nostro ambito. Una variabile di cui tenere conto è la quota differenziata, che collochiamo sul mercato», conclude il direttore.

«Il piano industriale ed economico di Clara è una scommessa – aggiunge il civico Davide Verri – sapremo in futuro se l’atto di fiducia dei sindaci sarà ripagato. Il “porta a porta” è stato un passo avanti, ma è innegabile che il servizio è peggiorato dagli inizi». Verri rilancia il principio secondo cui «chi inquina e produce più rifiuti deve pagare di più».

Tra le novità del regolamento, gli articoli che disciplinano le modalità di uscita dal servizio di Clara. Il vincolo per le utenze domestiche che intendono avvalersi di questa possibilità sarà di 5 anni. C’è anche una novità derivante dall’esperienza Covid, con la possibilità di demandare alla giunta eventuali misure che potrebbero rendersi necessarie. —

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