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Assembramenti, minacce, degrado: chiuso un altro bar a Ferrara

Assembramenti, minacce, degrado: chiuso un altro bar a Ferrara

Licenza sospesa dalla questura per 20 giorni. "Il Pentagono" era già stato oggetto di altri tre provvedimenti restrittivi.

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FERRARA. Un altro esercizio chiuso per 20 giorni per motivi di pubblica sicurezza. Oggi (3 luglio) personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Ferrara, ha notificato a un cittadino camerunense, titolare  di un esercizio commerciale per la somministrazione di alimenti e bevande denominato “Mini Bar Il Pentagono”, in via Ortigara, 22 A,  a Ferrara, il provvedimento di sospensione della licenza, per un periodo di 20 giorni, ai sensi dell’art. 100 del testo unico di Pubblica Sicurezza (Tulps). "Il provvedimento amministrativo scaturisce da una costante e serrata attività di controllo degli avventori che nel corso di  mirati servizi, anche a seguito di segnalazione da parte di residenti", scrive la questura, ha accertato la presenza di "assembramenti, condizioni di degrado urbano e situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica con liti tra avventori in evidente stato di alterazione dovuta all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti".

Durante i  vari controlli  spesso gli avventori hanno mostrato, prosegue la questura, atteggiamenti di sfida e ostili nei confronti degli operatori tanto che in alcune circostanze sono stati ingiuriati con frasi che ledevano l’onore e il prestigio di un pubblico ufficiale.

L’esercizio pubblico negli ultimi  anni, è stato oggetto di tre distinti provvedimenti di chiusura ex. art.100 TULPS in particolare:

  • nel 2017  in quanto locale di ritrovo di numerosi pregiudicati anche extracomunitari per diverse tipologie di reato, tra cui veniva accertata un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti;
  • nel 2019 nonostante i vari richiami perdurava la presenza di numerosi cittadini extracomunitari gravati da precedenti  che sovente davano luogo a liti e danneggiamenti;
  • nel 2020  per aver reiteratamente violato l’ordinanza sindacale della chiusura anticipata.

 

Con quest’ultimo provvedimento, atteso il ripetersi di condotte gravi, da parte dei suoi avventori che hanno determinato una situazione complessiva di degrado e di pericolo per la cittadinanza, tali da mettere a rischio l’ordine pubblico o la sicurezza pubblica, verrà richiesta all’Autorità competente la revoca della licenza (SCIA).

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