Lavorava in malattia nel ristorante Chiesta la condanna
Alle battute finali il processo all’ex dipendente comunale accusata di assenteismo La procura: un anno e 6 mesi Sentenza attesa il 13 luglio
PORTOMAGGIORE. È arrivato alle battute finali il processo che vede imputata Donatella Mazzanti, l’ex dipendente del Comune di Portomaggiore (è andata in pensione alla fine di marzo) accusata di assenteismo e di truffa aggravata ai danni dello stesso ente. La procura di Ferrara ha chiesto per lei una condanna a un anno sei mesi. La sentenza del giudice Andrea Migliorelli, al termine delle repliche, è attesa per il 13 luglio.
La vicenda risale alla primavera del 2017, quando la donna, impiegata nella biblioteca comunale, si mise in malattia dopo essere stata colpita da osteomielite, una seria infiammazione a una gamba che richiede riposo assoluto. Ma secondo l’accusa, sostenuta dalla pm Isabella Cavallari, durante l’estate avrebbe lavorato all’interno del ristorante di proprietà del compagno.
«Da parte nostra – sostiene Cristiano Basile, il legale che rappresenta il Comune, che nel procedimento penale si è costituito parte civile – in realtà non è stata mai messa in discussione la malattia dell’imputata, quanto la sua effettiva gravità. Poi la donna, che in più di una circostanza non ha risposto alla visita fiscale, era stata notata lavorare, o quantomeno dare una mano servendo i caffé, nel locale del compagno, come da accertamenti condotti dalla Guardia di Finanza. Una condotta scorretta che ha fatto venire meno il rapporto fiduciario tra lei e il Comune».
Elementi d’accusa tutt’altro che convincenti secondo la difesa della donna: «Noi siamo tranquilli – dice l’avvocato Michele Manfrini – e confidiamo nel giudice. Abbiamo prodotto una valanga di certificati medici che attestano la malattia, e inoltre alcune testimonianze fornite in aula non concordano tra loro». —
Fabio Terminali
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