Sindaci uniti scrivono a Clara «Situazione inaccettabile»
Troppi rifiuti abbandonati nell’Alto Ferrarese Cittadini e amministratori amareggiati con l’azienda «Attendiamo interventi»
POGGIO RENATICO. Dura presa di posizione dei sindaci Daniele Garuti (Poggio Renatico), Fabrizio Toselli (Cento), Simone Saletti (Bondeno) e Roberto Lodi (Terre del Reno) sul degrado che si è creato, nei loro comuni, causa la mancata raccolta della plastica dovuta allo sciopero del personale. Pur rispettando la libertà di sciopero, i quattro sindaci puntano il dito su chi avrebbe dovuto organizzare meglio il servizio in presenza di un’astensione dal lavoro da parte del personale.
PAROLE DURE
«Una vergogna perché - si legge nella lettera congiunta - migliaia di famiglie, di Cento, Bondeno, Poggio Renatico e Terre del Reno, che hanno esposto le frazioni differenziate secondo il calendario Clara, il 30 giugno giorno del proclamato sciopero nazionale degli operatori di igiene ambientale, ad oggi non hanno ancora visto svuotati i loro bidoncini e raccolto i sacchi della differenziata. Il tutto accumulato in montagne prontamente riprese, sui social, e accompagnate da giustificate e sacrosante lamentele». I sindaci si sono fatti portavoce delle lamentele dei loro concittadini che non condividono la gestione dell’azienda. La plastica normalmente viene raccolta ogni 14 giorni e con lo sciopero il recupero dei rifiuti è saltato. Impensabile, secondo gli abitanti, credere che per rimuovere tutti i rifiuti accumulati sarebbe bastato un unico giro. «Visto che le criticità emerse erano ampiamente prevedibili - continua la nota dei sindaci - e nulla è stato predisposto in tempo utile per attenuare i disagi, a differenza di quanto fatto da altri gestori, ci attendiamo una ferma presa di posizione della dirigenza che consenta un immediato recupero delle frazioni differenziate e l’accertamento delle responsabilità per il danno arrecato alla collettività all’immagine dell’azienda stessa». Nel caso che la negligenza da parte dell’azienda continui, i sindaci si sono detti pronti a rivedere incarichi e responsabilità gestionali. La fiducia, hanno aggiunto, non deve essere data per scontata da parte dell’azienda; soprattutto a fronte di episodi simili. —
G.B.
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