Pesche “gelate” Danni al 70% del raccolto
Sulle nettarine si arriva all’80% Nel Ferrarese con 350 ettari coltivati gli effetti negativi sono superiori alla media regionale Confagricoltura lancia l’allarme
Il pesco è, dopo il melo, l’albero da frutto più coltivato in ogni parte della terra. Le pesche sono frutti poco calorici e particolarmente indicati nei regimi alimentari estivi; non dovrebbero mancare sulle nostre tavole da giugno a settembre. Confagricoltura Ferrara traccia un quadro sull’annata 2021: «Circa 15.000 gli ettari destinati alla produzione peschicola in Emilia-Romagna, pesche da mensa, nettarine e da industria. Nella nostra provincia, 225 sono gli ettari investiti a pesco da mensa e 120 quelli a pesche nettarine; una parte ridotta è invece riservata alla produzione per l’industria. Prima delle gelate – dice ancora Confagricoltura – la situazione produttiva del pesco appariva buona e non si segnalavano problemi particolari, tanto che la stima delle produzioni potenziali portava a poco meno di 1.200.000 tonnellate, nonostante il calo delle superfici che accomuna la maggior parte degli areali. Purtroppo, come per le albicocche, anche in questo caso tutti i principali bacini produttivi sono stati colpiti a più riprese dal gelo che ha abbattuto drasticamente la previsione nazionale».
A oggi molto deficitarie risultano le produzioni nelle regioni del settentrione, con flessioni rispetto al potenziale iniziale che variano dal –60% in Emilia-Romagna, fino a produzioni quasi azzerate in Veneto.
La situazione è molto difficile anche nel Ferrarese. Aldo e Andrea Buriani, frutticoltori di San Bartolomeo in Bosco, conducono un’azienda di circa 60 ettari, di cui nove ettari e mezzo destinati alla produzione di pesche e nettarine. «Le gelate di marzo hanno colpito i fiori e le successive si sono abbattute sui frutticini. Sulle nettarine il danno è del 70-80%; abbiamo in produzione, tra le altre, la varietà Big top, nettarina a pasta gialla con pianta vigorosa e con epoca di maturazione fra il 10-15 luglio, e Gea, una varietà estremamente rustica e generalmente molto produttiva con epoca di maturazione a fine luglio, ma anche di queste ne è rimasta una quantità scarsissima; le poche sugli alberi presentano invece un bell’aspetto. Sulle pesche (col pelo) i danni sono stati pesanti in base alla varietà, con un danno fino al 60-70%». —
Andrea Tebaldi
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