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bilancio pesante 

Pesche “gelate” Danni al 70% del raccolto

Andrea Tebaldi
Pesche “gelate” Danni al 70% del raccolto

Sulle nettarine si arriva all’80%  Nel Ferrarese con 350 ettari coltivati gli effetti negativi sono superiori alla media regionale Confagricoltura lancia l’allarme

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Il pesco è, dopo il melo, l’albero da frutto più coltivato in ogni parte della terra. Le pesche sono frutti poco calorici e particolarmente indicati nei regimi alimentari estivi; non dovrebbero mancare sulle nostre tavole da giugno a settembre. Confagricoltura Ferrara traccia un quadro sull’annata 2021: «Circa 15.000 gli ettari destinati alla produzione peschicola in Emilia-Romagna, pesche da mensa, nettarine e da industria. Nella nostra provincia, 225 sono gli ettari investiti a pesco da mensa e 120 quelli a pesche nettarine; una parte ridotta è invece riservata alla produzione per l’industria. Prima delle gelate – dice ancora Confagricoltura – la situazione produttiva del pesco appariva buona e non si segnalavano problemi particolari, tanto che la stima delle produzioni potenziali portava a poco meno di 1.200.000 tonnellate, nonostante il calo delle superfici che accomuna la maggior parte degli areali. Purtroppo, come per le albicocche, anche in questo caso tutti i principali bacini produttivi sono stati colpiti a più riprese dal gelo che ha abbattuto drasticamente la previsione nazionale».

A oggi molto deficitarie risultano le produzioni nelle regioni del settentrione, con flessioni rispetto al potenziale iniziale che variano dal –60% in Emilia-Romagna, fino a produzioni quasi azzerate in Veneto.

La situazione è molto difficile anche nel Ferrarese. Aldo e Andrea Buriani, frutticoltori di San Bartolomeo in Bosco, conducono un’azienda di circa 60 ettari, di cui nove ettari e mezzo destinati alla produzione di pesche e nettarine. «Le gelate di marzo hanno colpito i fiori e le successive si sono abbattute sui frutticini. Sulle nettarine il danno è del 70-80%; abbiamo in produzione, tra le altre, la varietà Big top, nettarina a pasta gialla con pianta vigorosa e con epoca di maturazione fra il 10-15 luglio, e Gea, una varietà estremamente rustica e generalmente molto produttiva con epoca di maturazione a fine luglio, ma anche di queste ne è rimasta una quantità scarsissima; le poche sugli alberi presentano invece un bell’aspetto. Sulle pesche (col pelo) i danni sono stati pesanti in base alla varietà, con un danno fino al 60-70%». —

Andrea Tebaldi

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