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S. Anna, libera professione “tagliata”dal lockdown

Gi.Ca.
S. Anna, libera professione “tagliata”dal lockdown

La chiusura degli ambulatori nel 2020 ha ridimensionato i ricavi degli specialisti In pole position sempre il chirurgo Carcoforo, tra i primi anche due ginecologhe 

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La pandemia, in particolare i tre mesi di lockdown nel 2020, ha alleggerito anche i compensi dei medici specialisti che eseguono una parte della loro attività – talvolta consistente – in libera professione. Ambulatori chiusi, ospedali inaccessibili se non ai ricoverati e agli utenti dell’emergenza hanno lasciato le loro tracce nei 730 del 2021, che riportano i redditi percepiti l’anno scorso.

A guidare la classifica, al Sant’Anna, è ancora una volta il chirurgo e professore ordinario di Unife, Paolo Carcoforo, che – per la parte di attività svolta in ospedale in libera professione – ha totalizzato compensi per 222.173 euro su un totale di 267.278. Si avvicina ai 100mila euro la quota raccolta in libera professione dell’oculista Roberto Modestino (che non è un docente universitario ma rivaleggia da anni con i colleghi primi della “classe” di reddito dell’ateneo): 97.456 euro su un totale 174.705 euro. Il neurochirurgo, prof. Michele Alessandro Cavallo, si ferma qualche decina di migliaia di euro sotto: 74.885 euro in intra-moenia su 130.083. Si tratta di cifre importanti, ma l’anno scorso ritoccate al ribasso dalle chiusure della pandemia, soprattutto se il quadro si estende ai colleghi. Rispetto al passato, i tre mesi di lockdown hanno in effetti abbassato la media in qualche caso del 20-30%.

Il professor Marcello Govoni, direttore della Reumatologia, ha totalizzato 63.359 euro di emolumenti in libera-professione su una retribuzione complessiva di 135.649 euro. Il direttore dell’Orl, prof. Stefano Pelucchi, ha percepito 51.439 euro in libera professione su 113.743 totali; il chirurgo vascolare Paolo Zamboni, professore ordinario di Unife, 35.740 euro su 84.379. Il direttore dell’Oculistica, Paolo Perri, anche lui docente universitario, ha ottenuto dalla libera professione 34.532 euro su un totale, per l’attività ospedaliera, di 93.657 euro. Il direttore della chirurgia vascolare, prof. Vincenzo Gasbarro, ha ricevuto dall’intra-moenia 33.934 euro su una retribuzione ospedaliera di 93.346 euro.

Medici ospedalieri

Tra i professionisti che gestiscono l’attività specialistica al Sant’Anna ma non hanno contatti con l’università spicca Marco Rollo, responsabile della Senologia, che esegue una consistente attività in libera professione (110.109 euro) coprendo con questi emolumenti oltre il 50% della retribuzione (205.448). Dietro di lui, al Sant’Anna, si trovano piuttosto distaccati diversi colleghi, come la ginecologa Roby Martinello, che comunque raccoglie 55.300 euro in libera professione, il 30% della retribuzione totale (151.573 euro). Poco più sopra, considerando il compenso complessivo (154.731 euro), sta il direttore della Medicina interna ospedaliera, Massimo Gallerani, che però dedica solo una piccolissima quota di lavoro alla libera professione. Tra i più pagati anche la ginecologa Danila Morano: 40.755 euro in libera professione su 135.265. In cima alla classifica dei più pagati tra gli specialisti andati in pensione c’è il gastroenterologo Lucio Trevisani: 112.878 euro totali, con 10.719 in libera professione.

Gi.Ca.

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