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Scuola, vaccini anche “contro” la Dad

L’assessore Donini: si valutino priorità per gli immunizzati in caso di focolai. Medici no vax, ultimo “setaccio” dell’Asl

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Nuovo bollettino con triplo zero negli indicatori più significativi della pandemia: nessun decessi, nuovi contagi e ricoveri all’ospedale di Cona, con conseguente ulteriore riduzione del numero degli attualmente positivi. Restano in primo piano le questioni relative ai vaccini, ed in particolare i ritardi delle dosi agli adolescenti in vista della ripresa della scuola e la questione degli operatori sanitari che rifiutano la dose.Il 2 luglio sono state intanto effettuate 3.070 iniezioni; dal dicembre scorso le persone che hanno completato il ciclo vaccinale (con tutte le dosi prescritte per il preparato somministrato) sono state, nel Ferrarese, 120.964.

la questione scuola

Ieri l’assessore regionale Raffaele Donini è tornato sulla questione scuola: «Riteniamo prioritaria la vaccinazione degli studenti 12-19enni, proprio per garantire una maggiore sicurezza al mondo scolastico». La Regione assicura che non c’è un provvedimento specifico sulla scuola per indurre gli studenti a vaccinarsi, ma «nell’ambito della discussione dei prossimi protocolli di sicurezza sanitaria per la riapertura delle scuole penso che, in caso vi fossero altri focolai nelle scuole, sia giusto considerare e valutare da parte delle autorità sanitarie nazionali anche la condizione della copertura vaccinale, proprio per garantire il massimo possibile le lezioni in presenza».

Donini dunque non arretra dopo le critiche durissime dei comitati No dad, che hanno inviato formale diffida alla Regione vedendo una “discriminazione” nell’ipotesi di garantire le lezioni in presenza ai vaccinati in caso di focolai. In ogni caso i provvedimenti per la scuola «li decidono le autorità scolastiche e il mondo della scuola stesso, non ci sono quindi misure sulla scuola decise dalla Regione o in preparazione».

Tempi supplementari

Siamo ormai oltre il 90° per quanto riguarda i sanitari no vax. In attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso contro i primi avvisi a chi non si è ancora vaccinato (sentenza entro luglio), l’Asl prepara i primi provvedimenti: «Abbiamo quasi completato l’inoltro della seconda lettera e predisposto gli atti di accertamento da inviare agli interessati, agli Ordini professionali e ai datori di lavoro - fa presente Anna Gualandi, responsabile amministrativa - Siamo anche svolgendo gli approfondimenti relativi alle richieste di chiarimenti tecnici da parte degli operatori sanitari; stiamo quindi esaminando le documentazioni che ci hanno inviato per definire la loro posizione». La prossima settimana si terrà un incontro presso l’Igiene pubblica, «faremo il punto della situazione - rivela Gualandi - e, valutati i casi d’inosservanza, partiranno gli atti di accertamento, passaggio che precede l’applicazione delle misure previste dal decreto in caso di mancato rispetto dell’obbligo vaccinale, ovvero il trasferimento a una mansione che non prevede contatti con il pubblico o con altri colleghi che lavorano a contatto con gli utenti. Se questo non sarà possibile, sarà disposta la sospensione dal lavoro senza stipendio».

Queste misure potranno essere revocate se l’operatore sospeso o “trasferito” decidesse di vaccinarsi e ogni momento è buono per mettersi in regola.

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