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Altro affondo dem contro Gulinelli 

I disegni della discordia Baraldi: l’assessore mente sui rapporti con Sgarbi

I disegni della discordia Baraldi: l’assessore mente sui rapporti con Sgarbi

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il caso

Un nuovo capitolo della polemica sull’acquisto dei disegni di Giuseppe Ghedini da parte della Fondazione Cavallini-Sgarbi, invece che del Comune, viene aperto dalla polemica di Ilaria Baraldi (Pd). Ad innescarla è la risposta scritta dell’assessore Marco Gulinelli, ad un’interpellanza della stessa Baraldi e di Roberta Fusari (Ac), nella quale pare emergere una ricostruzione dei fatti diversa da quella sostenuta pubblicamente dallo stesso Gulinelli oltre che da Vittorio Sgarbi.

Tra gennaio e febbraio scorso, scrive l’assessore, dopo aver ribadito all’antiquario in possesso delle opere l’interessamento del Comune all’acquisto ma con le difficoltà dovute a procedure e budget, «apprendo dell’interessamento di Vittorio Sgarbi all’acquisto dell’opera, la cui disponibilità alla vendita era resa pubblica anche attraverso il sito internet dell’antiquario stesso, e dell’intenzione di Sgarbi stesso di trovare una formula per consentirne la fruizione pubblica a Ferrara». Baraldi non la manda a dire: «Qui Gulinelli mente, perché Sgarbi ha pubblicamente affermato che è stato Gulinelli a rivolgersi a lui perché intervenisse. Che un bene pubblico (lo era, doveva tornare ad esserlo) finisca ad arricchire una collezione privata anziché tornare al suo legittimo proprietario (il Comune e la Biblioteca Ariostea) proprio grazie all’azione di un assessore non credo sia solo sconveniente». La vicecapogruppo dem accusa l’assessore anche di non aver segnalato il ritrovamento dei disegni, “spariti” secoli fa dalla Biblioteca Ariostea, alla Sovrintendenza e al Nucleo per la tutela del patrimonio, «un fatto gravissimo». —

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