Sono finiti gli esami di maturità solo orali «Studenti responsabili, ma anno difficile»
Qualche difficoltà per “incastrare” i dirigenti scolastici nelle commissioni. Privilegiata l’alternanza tra scuola e lavoro
l’esame di stato
Marcello Pulidori
Sono arrivati a scuola con i soliti mille dubbi, forse ripassando nella memoria gli scritti di quell’autore che non si è avuto il tempo di ripassare, o le date di quella guerra che proprio non vogliono fissarsi nella mente. Sabato scorso sono terminati gli esami di Stato di maturità (quest’anno senza prove scritte) nelle scuole superiori di Ferrara e provincia, con la conferma del dato già emerso in corso d’opera: i bocciati quest’anno sono stati pochissimi. All’istituto Einaudi, preside la professoressa Marianna Fornasiero, tutti promossi i 140 maturandi, con «molti “100” – spiega la dirigente scolastica – e anche diversi “100 e lode”. Scriverò in questi giorni una lettera ai diplomati per alcune riflessioni in un anno comunque così difficile».
«C’era solo il colloquio, ma è stato lo stesso un esame serio e approfondito – dice il prof Massimiliano Urbinati preside dell’istituto Vergani-Navarra, studi agrari e alberghieri – Un esame che gli studenti hanno affrontato responsabilmente», sottolinea ancora Urbinati, che da sempre è un sostenitore dell’attività nei laboratori e del «sapere ma anche del saper fare, due concetti che devono viaggiare assieme in un mondo – dice ancora Urbinati – così complesso come quello odierno. E gli esami di maturità 2021 saranno ricordati anche per, si spera, essere stati gli ultimi caratterizzati dal Covid». Al Vergani-Navarra 300 i maturandi che hanno sostenuto la “maturità”. «Sempre con la mascherina – precisa ancora Urbinati – e le necessarie distanze tra le persone». E soddisfatta per come è andata è anche la prof Lia Bazzanini, preside del liceo Carducci di Ferrara (quello che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita a sorpresa del ministro Patrizio Bianchi): «Direi che è andato tutto nella norma – spiega la preside Bazzanini – anche dal punto di vista dei protocolli sanitari». Gli studenti potevano abbassare la mascherina nel momento del dialogo con la commissione, ma poi tutti dovevano rimetterla. «Anche per questo – riprende la professoressa Bazzanini, che è stata anche presidente di commissione al liceo Cevolani di Cento – è stato importante rispettare attentamente le disposizioni sanitarie, con almeno 2 metri di distanza tra commissione e candidato. L’assenza della prova scritta è stata senza dubbio l’elemento di maggiore diversità, ma questo ha consentito – spiega ancora la Bazzanini – di approfondire meglio il dialogo diretto con i ragazzi e anche la esperienza dell’alternanza scuola-lavoro che oggigiorno è così rilevante. E posso dire di aver visto numerosi studenti veramente molto preparati».
Certo non si può dimenticare che l’esame di Stato in questo 2021 è stato ancora una volta sotto il segno del Covid-19 che purtroppo ne ha dettato regole e modalità. La pandemia ha chiuso in casa i maturandi per mesi, privandoli di una didattica dal vivo (o in presenza) che sarebbe stata molto indicata soprattutto nell’anno della maturità. Non solo: ai ragazzi sono venuti a mancare abitudini e riti scaramantici, risate e confronti in classe. Il supporto dei docenti e quello degli amici di sempre. L’ultimo anno delle superiori va in archivio così. Sperando che in archivio, molto presto, vada anche una emergenza sanitaria che ha stravolto la scuola. —
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