La Nuova Ferrara

Ferrara

Sono finiti gli esami di maturità solo orali «Studenti responsabili, ma anno difficile»

Marcello Pulidori
Sono finiti gli esami di maturità solo orali «Studenti responsabili, ma anno difficile»

Qualche difficoltà per “incastrare” i dirigenti scolastici nelle commissioni. Privilegiata l’alternanza tra scuola e lavoro 

3 MINUTI DI LETTURA





l’esame di stato

Marcello Pulidori

Sono arrivati a scuola con i soliti mille dubbi, forse ripassando nella memoria gli scritti di quell’autore che non si è avuto il tempo di ripassare, o le date di quella guerra che proprio non vogliono fissarsi nella mente. Sabato scorso sono terminati gli esami di Stato di maturità (quest’anno senza prove scritte) nelle scuole superiori di Ferrara e provincia, con la conferma del dato già emerso in corso d’opera: i bocciati quest’anno sono stati pochissimi. All’istituto Einaudi, preside la professoressa Marianna Fornasiero, tutti promossi i 140 maturandi, con «molti “100” – spiega la dirigente scolastica – e anche diversi “100 e lode”. Scriverò in questi giorni una lettera ai diplomati per alcune riflessioni in un anno comunque così difficile».

«C’era solo il colloquio, ma è stato lo stesso un esame serio e approfondito – dice il prof Massimiliano Urbinati preside dell’istituto Vergani-Navarra, studi agrari e alberghieri – Un esame che gli studenti hanno affrontato responsabilmente», sottolinea ancora Urbinati, che da sempre è un sostenitore dell’attività nei laboratori e del «sapere ma anche del saper fare, due concetti che devono viaggiare assieme in un mondo – dice ancora Urbinati – così complesso come quello odierno. E gli esami di maturità 2021 saranno ricordati anche per, si spera, essere stati gli ultimi caratterizzati dal Covid». Al Vergani-Navarra 300 i maturandi che hanno sostenuto la “maturità”. «Sempre con la mascherina – precisa ancora Urbinati – e le necessarie distanze tra le persone». E soddisfatta per come è andata è anche la prof Lia Bazzanini, preside del liceo Carducci di Ferrara (quello che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita a sorpresa del ministro Patrizio Bianchi): «Direi che è andato tutto nella norma – spiega la preside Bazzanini – anche dal punto di vista dei protocolli sanitari». Gli studenti potevano abbassare la mascherina nel momento del dialogo con la commissione, ma poi tutti dovevano rimetterla. «Anche per questo – riprende la professoressa Bazzanini, che è stata anche presidente di commissione al liceo Cevolani di Cento – è stato importante rispettare attentamente le disposizioni sanitarie, con almeno 2 metri di distanza tra commissione e candidato. L’assenza della prova scritta è stata senza dubbio l’elemento di maggiore diversità, ma questo ha consentito – spiega ancora la Bazzanini – di approfondire meglio il dialogo diretto con i ragazzi e anche la esperienza dell’alternanza scuola-lavoro che oggigiorno è così rilevante. E posso dire di aver visto numerosi studenti veramente molto preparati».

Certo non si può dimenticare che l’esame di Stato in questo 2021 è stato ancora una volta sotto il segno del Covid-19 che purtroppo ne ha dettato regole e modalità. La pandemia ha chiuso in casa i maturandi per mesi, privandoli di una didattica dal vivo (o in presenza) che sarebbe stata molto indicata soprattutto nell’anno della maturità. Non solo: ai ragazzi sono venuti a mancare abitudini e riti scaramantici, risate e confronti in classe. Il supporto dei docenti e quello degli amici di sempre. L’ultimo anno delle superiori va in archivio così. Sperando che in archivio, molto presto, vada anche una emergenza sanitaria che ha stravolto la scuola. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google