Il centrosinistra: «Paesi dimenticati dalla giunta Non c’è solo Copparo»
No del Pd e di Farina alle variazioni di bilancio «Abitanti in calo, presto saremo tagliati fuori dai bandi»
COPPARO. Al Partito democratico non sono piaciute la variazioni di bilancio proposte dall’amministrazione copparese durante l’ultimo consiglio comunale e ha espresso voto contrario. Sono tanti i punti su cui il Pd e l’indipendente Diego Farina si soffermano, a partire dai 5 milioni di euro di fondi che potrebbero arrivare grazie al Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) del Governo Draghi.
frazioni dimenticate
«Si tratta della più grande variazione mai presentata in consiglio comunale negli ultimi quindici anni e – sottolineano – non per merito di capacità progettuali della giunta ma per la straordinarietà dei fondi di cui si discute». Nel piano presentato “passato senza il minimo dibattito preventivo” non ci sarebbe nessun intervento sulle frazioni. «Il risultato – proseguono – è che l’intervento di “rigenerazione”, sarà (ammesso che venga finanziato) una riqualificazione del centro cittadino anche su aree come il cortile del Torrione Estense, ristrutturato con fondi europei al tempo della giunta Rossi, sei anni fa. Si poteva candidare altro». E prosegue: «Per i Comuni con più di 15.000 abitanti l’unico criterio di selezione era l’indice di vulnerabilità sociale e materiale (Ivsm), calcolato da Istat. Pochi vincoli, che avrebbero dovuto lasciare lo spazio alle idee, e colpire i bisogni più urgenti del territorio: lavoro, economia locale e spopolamento, su tutti».
numero abitanti
Proprio sul numero di abitanti il centrosinistra puntualizza: «Siamo 15.700 e di questo passo, entro pochi anni si scenderà sotto la fatidica quota dei 15.000 abitanti che, dal punto di vista amministrativo e giuridico, farà cambiare moltissime cose, saremo tagliati fuori da molti bandi e finanziamenti, diminuiranno le capacità assunzione».
Altre priorità
Gli esponenti della minoranza non negano l’importanza di riqualificare esteticamente alcune aree del capoluogo ma dice sostanzialmente che le priorità erano altre; investimenti su economia e lavoro in primis. «Senza escludere platealmente le frazioni, che da anni soffrono più della piazza centrale il fenomeno di un abbandono ininterrotto e costante, con la diminuzione evidente di servizi alle persone che vi abitano e persino di presidi sociali importanti come edicole (ad Ambrogio), botteghe di alimentari e circoli ricreativi (Sabbioncello)». Secondo il Pd e Farina l’amministrazione ha presentato una proposta chiusa, parziale e fondamentalmente estetica, anziché puntare su aree produttive anche di nuova costituzione o alla rigenerazione di aree frazionali che perderanno questo treno. «Nel bando – concludono – si parla di tutto il Comune, non solo del capoluogo, e si spera di utilizzare risparmi dati dai finanziamenti per altri interventi. Stiamo ancora aspettando le quasi dimenticate opere dei piani di investimenti del 2020 e del 2019».
E a proposito di risorse economiche il consigliere Enrico Bassi, ex assessore, non ha fatto passare inosservata l’assegnazione, senza bando, di un contributo di ventimila euro all’associazione Ferrara La Città del Cinema. Scambio di battute sui social network tra Bassi e il presidente dell’associazione Stefano Muroni che ha detto di credere fermamente nel potenziale del territorio e di voler lavorare per accrescerlo sempre di più. —
Alessandro Bassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
