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omicidio branchi a Goro  

Processo per calunnia L’accusa contro il prete

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GORO. La sentenza deve ancora attendere: anche ieri in tribunale a Ferrara un altro rinvio per il processo davanti al giudice Vartan Giacomelli contro l’ex parroco di Goro, Tiziano Bruscagin, accusato di calunnia verso i fratelli Francesco e Alfredo Gianella, e del loro padre Ildo, deceduto anni fa per aver affermato, in diverse circostanze, il loro coinvolgimento nell’omicidio di Willy Branchi, ucciso nel lontano 1988.

Un rinvio al 16 luglio prossimo, quando finalmente il giudice deciderà se condannare (come richiesta dall’accusa il prete alla pena di 2 anni e 8 mesi) oppure assolverlo dalle accuse di calunnia.

Proprio ieri l’accusa, pm Andrea Maggioni è stato protagonista dell’udienza, con repliche attaccando le tesi difensive del sacerdote e dei difensori: don Bruscagin parlò dei due fratelliGianella riportando soltanto una vox populi, che tutto il paese di Goro conosceva. Una voce già consociuta da tanti, e tra i tanti anche testimoni ascolatati durante l’indagine, i cui verbali compaiono nel fascicolo dell’inchiesta per omicidio: questa la tesi delle difese.

Bene, il pm ha chiesto l’acquisizione di questi verbali per dimostrare che in realtà nessuno lo aveva mai riferito prima del sacerdote, e che in realtà era stato proprio lui ad innescare la vox populi che poi si era sparsa a Goro negli anni. Il sacerdote ha sempre indicato il coinvolgimento dei Gianella, ma poi si è sempre rifiutato di dare spiegazioni alla procura finendo indagato per false informazioni poi per callunnia. Ora la sentenza. —

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