Casari e lo stadio di Burana «Operazione da dilettanti»
BURANA. A passare per “cattivo” Federico Casari, capogruppo del Pd di Bondeno, non ci sta e dopo aver votato contro l’accensione di un mutuo volto alla riqualificazione del campo sportivo di Burana, spiega le sue ragioni. «Non siamo contro i giovani, anzi, ma abbiamo votato contro perché – dice Casari - ci è stato presentato il mutuo in un documento carico di altre spese, perché non è stato presentato alcun progetto di recupero e perché non è chiaro da chi verrà gestito lo stadio di Burana».
Secondo quanto comunicato dal sindaco e dall’assessore competente che si aggiudicherà la gestione dell’impianto sportivo avrà un anno di prova per fare del suo meglio e per capire quali sono le potenzialità dello spazio, dopodiché si tireranno le somme. Secondo il capogruppo del Partito democratico si tratta di una “colossale manovra di dilettantismo”.
Per Casari l’amministrazione bondenese «vuole imbarcare il Comune in un mutuo di 15 anni e fa un bando per assegnare la gestione “in prova”, “per un anno”, a chi ne farà richiesta. Tra l’altro, il bando è molto impegnativo, e mi chiedo quale società possa sobbarcarsi spese e responsabilità così grandi». Poi aggiunge: «La cosa fa a pugni con la logica: quando compro una casa, specie se faccio un mutuo di 15 anni, spero che il tetto non mi crolli in testa né dopo un anno, né dopo 15, né mai. Qui, invece, si va avanti così, nel buio: proviamo; poi, se non va, si vedrà: saranno problemi dei bondenesi, tanto pagano loro. Io vorrei - continua Casari - che le giovanili del Bondeno Calcio giocassero in quello stadio per trent’anni, e forse anche più. Mi preoccupo solo ed esclusivamente di questo, ed è proprio per questo motivo che dico che un progetto fatto male potrà forse avere fortuna, ma rimarrà sempre un ripiego – finiremo, insomma, per pagare non una ma due volte, perché poi a un certo punto toccherà al Comune sostenere economicamente la struttura, togliendo risorse ai ragazzi e al gioco del calcio». —
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