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Contro le morie di vongole stavolta si fa sul serio «Ringraziamo la Bonifica»

Katia Romagnoli
Contro le morie di vongole stavolta si fa sul serio «Ringraziamo la Bonifica»

La svolta è stata tracciata  nel corso di un incontro  tra Consorzio e pescatori Le cooperative soddisfatte dagli impegni assicurati

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GORO. Una soluzione in vista per l’insidioso fenomeno dell’anossia, responsabile in estate di copiose morie di vongole nella sacca di Goro. La svolta è stata tracciata nel corso di un incontro, al quale hanno preso parte, oltre ai rappresentanti delle cooperative di pesca dedite alla molluschicoltura e alle istituzioni locali, anche i funzionari della Regione Emilia Romagna e del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara.

«Da più di 40 anni la zona più a ovest della sacca, quella che dal taglio della Falce si estende lungo la foce del Po di Volano, includendo l’area più a nord del Lido di Volano, non subiva interventi di scavo – osserva Enrico Fabbri, presidente della cooperativa dei pescatori Estense di Goro – e quindi oltre ai problemi di insabbiamento, con difficoltà per le barche ad entrare e ad uscire dalla sacca, puntualmente, con l’arrivo dell’estate e con l’innalzamento delle temperature, in mancanza di ricambio di apporto di acqua dolce dai canali del Consorzio di bonifica, le vongole restavano senza ossigeno e andavano incontro a morte certa. Voglio ringraziare il Consorzio di Bonifica anche a nome delle altre cooperative di pescatori – prosegue Enrico Fabbri –, inclusi quelli che si occupano della pesca del pesce azzurro con reti da posta, perché ha assunto l’impegno a scavare canali di scolo, necessari ad iniettare acqua dolce dal Po alla sacca».

acqua dolce e salata

Le condizioni ottimali del ciclo vitale delle vongole consistono in un continuo apporto e interscambio tra acqua dolce e acqua salata; condizioni, purtroppo, scemate alla foce del Po di Volano, dove operano stabilmente sei cooperative di pescatori.

«Negli anni non sono stati eseguiti i necessari lavori di scavo – specifica il presidente della cooperativa Estense – e questo ha comportato problemi non solo nel ciclo produttivo delle vongole, ma anche alle altre specie ittiche, perché mancando il ricambio d’acqua i fondali da sabbiosi diventano scuri, trasformandosi in una sorta di fango melmoso sterile, improduttivo e anossico, a rischio per tutto l’ecosistema lagunare. L’impegno assunto dal Consorzio di Bonifica per il nostro settore – chiude Fabbri – è vitale e per questo vogliamo ringraziarlo».

verifiche puntuali

La conferma arriva proprio da Stefano Calderoni, presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, in quanto nel corso della riunione con le cooperative dei pescatori, «ci siamo riservati di compiere delle verifiche puntuali delle batimetrie su aree demaniali, con il supporto di nostri funzionari. Nell’area sussiste il duplice interesse – prosegue Calderoni –, quello delle cooperative dei pescatori a garantire la circolazione dell’acqua per la produttività delle concessioni di molluschi e quello del Consorzio di Bonifica che rischierebbe di provocare, indirettamente, un danno a causa dell’erroneo reflusso delle acque verso il mare».

Ecco allora la proposta, accolta con favore dai pescatori, di avviare un’indagine con risorse proprie del Consorzio, il cui ammontare è in fase di quantificazione, ma che si aggira su qualche decina di migliaia di euro, «per dare seguito ad un intervento strutturale – assicura ancora Calderoni –, indispensabile a garantire la sicurezza idraulica dell’area interessata, ma fondamentale anche per tutelare il ciclo biologico e produttivo degli impianti di mitili. È un primo step; siamo certi che la Regione Emilia Romagna sarà attenta, in modo tale da trovare soluzioni condivise per l’intervento strutturale».

Katia Romagnoli

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