A Vigarano Pieve il teatro dialettale ha fatto la storia
VIGARANO PIEVE. Pubblico numeroso nel salone della parrocchia alla presentazione del libro, “Storia della filodrammatica Landuccio Tegazzini di Vigarano Pieve”, scritto da Dante Bregola, per quasi mezzo secolo uno degli attori della compagnia in vernacolo attiva fin dagli anni Trenta del secolo scorso.
L’organizzazione era a cura dalla Pro Civitate per ricordare come il teatro dialettale sia stato, per decenni, punto fermo della cultura e delle tradizioni dialettali. Come ricordato nel libro, sono stati tanti i vigaranesi che si trasformavano in attori, registi, suggeritori, costumisti, scenografi, tecnici audio e luci per mettere in scena famose commedie dialettali. E col solo scopo di far divertire il pubblico e chi era in scena.
«Per ricordare – ha detto l’autore Dante Bregola – i tanti attori che hanno fatto parte della compagnia voglio citare Franco Bianchi e Giancarlo Scagliarini. Furono loro a lanciare sul palcoscenico dialettale tanti giovani del paese». Nel libro vengono ricordati gli inizi, prima della metà del secolo scorso, quando nei teatrini parrocchiali la compagnia si esibiva con soli uomini, poi la rinascita nell’immediato dopo guerra, col dottor Mario Sani. E la nuova ripresa 60 anni fa, col periodo d’oro arrivato quasi ai giorni nostri. Giancarlo Scagliarini è stato regista-attore e volano insostituibile: grazie alla sua opera a Vigarano Pieve c’è almeno una persona in ogni famiglia che ha avuto un ruolo nella compagnia. A completare la serata di presentazione del libro, e non poteva essere diversamente, spazio alla recitazione in dialetto: Dante Bregola e Giordano Gallini si sono alternati nel recitare esilaranti poesie in vernacolo. —
Giuliano Barbieri
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