Bilancio Ausl: i sindaci Negri e Bertarelli votano un deciso no
Le ragioni: «Stiamo assistendo a uno dei massimi scempi» L’accusa: meravigliati della posizione dei colleghi del Delta
LAGOSANTO. Nella conferenza territoriale socio sanitaria di venerdì, i sindaci della provincia sono stati chiamati a votare il bilancio 2020 dell’Ausl. Il sindaco di Lagosanto Cristian Bertarelli e Pierluigi Negri, primo cittadino di Comacchio, hanno espresso voto contrario. «Stiamo assistendo a uno dei massimi scempi degli ultimi anni - ha detto senza filtri Bertarelli -. L’Ospedale del Delta era un’eccellenza e lo è ancora, ma al momento non è chiaro quale possa essere il suo futuro. Da mesi chiedo relazioni e progetti ma non ho mai visto nulla perché non c’è nulla. Se in passato poco o niente si è mosso, io non starò a guardare e accanto a me dovrebbero esserci tutti coloro che amministrano i comuni del territorio. I cittadini di Goro, Gorino, Mesola, solo per fare un esempio, non possono essere obbligati ad andare in Veneto e i turisti non possono vedere nella sanità un limite per i loro spostamenti».
Insomma, questa volta la rabbia è tanta. «Sono stanco di prese in giro e false promesse. Sappiamo quanto costa far muove un elicottero anche per dei codici di bassa gravità? Conosciamo i costi dei trasporti in ambulanza? Ma soprattutto, capiamo o no quanto la gente rischia se non ha un ospedale vicino?».
la presa di posizione
«L’impegno dell’Azienda nella lotta alla pandemia è motivo di plauso, questo è fuori discussione, ma la carenza di servizi è sotto gli occhi di tutti», va avanti Negri. «Ne sono una prova la mancanza di infrastrutture adeguate, i lunghi tempi di attesa, ma anche e soprattutto la chiusura del punto di Primo soccorso al San Camillo, in una Comacchio affollata di turisti che in caso di necessità si devono recare a Valle Oppio o addirittura a Cona, magari imbottigliandosi nel traffico della Ferrara-,are».
La sensazione nei due sindaci è che «il Delta sia un territorio dimenticato, come se ci fossero cittadini di serie A e cittadini di serie B. La sanità è patrimonio di tutti in egual modo, una disparità di trattamento di questo genere non può che andare incontro ad un giudizio contrario». «Devo inoltre ammettere che fatico a comprendere la scelta dei sindaci di Goro, Codigoro e Mesola di votare favorevolmente, senza battere ciglio, come se si volessero nascondere sotto il tappeto problematiche conclamate per sola appartenenza politica», non risparmia Negri.
Sollevare critiche costruttive è una prerogativa di ogni amministratore locale. «Se è vero che “l’unione fa la forza”, tanto è vero che abbiamo perso un’occasione. Ogni cittadino ha il diritto di essere assistito nel migliore dei modi senza dover rincorrere i presidi sanitari per tutta la provincia se non fuori regione. Sta a noi sindaci far valere questo diritto nelle sedi competenti, ma dobbiamo essere compatti, al di là delle bandiere politiche, lavorando nell’esclusivo interesse dei nostri cittadini». —
Annarita Bova
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