La piaga dei cinghiali nei campi fa scattare la protesta
Sono stati migliaia gli agricoltori, allevatori e pastori scesi in piazza contro l’invasione dei cinghiali in tutti i capoluoghi di Regione a partire dalla Capitale in Piazza Montecitorio davanti al Parlamento, per chiedere di fermare una calamità che distrugge i raccolti, aggredisce gli altri animali, assedia le stalle e causa incidenti stradali nelle campagne ma anche all’interno dei centri urbani con pericoli concreti per gli agricoltori ed i cittadini.
Nelle piazze piene di gente le sagome di un branco di cinghiali a grandezza naturale per dimostrare concretamente cosa significa trovarseli di fronte in strada, nei campi o davanti alla propria abitazione.
Molte le storie personali con drammatiche conseguenze per cose, animali e persone ma anche l’amarezza di aver visto distruggere in pochi minuti il lavoro di un anno.
La protesta
Striscioni e cartelloni con slogan come “Dopo il Covid la peste dei cinghiali”, “Noi seminiamo, i cinghiali raccolgono”, “Difendiamo il nostro territorio”, “Diventeremo noi una specie protetta” e la grande scritta “Città e campagna unite contro i cinghiali” hanno sintetizzato il grande problema della gestione di una situazione squilibrata, sia per il cinghiale, specie particolarmente invasiva, prolifica ed adattabile, sia per altre specie.
Al fianco degli agricoltori si sono schierati esponenti delle istituzioni, sindaci con i gonfaloni e cittadini preoccupati dalla presenza dei cinghiali sotto casa. In Emilia-Romagna sono stati oltre 300 i soci presenti al blitz, guidati dal Presidente regionale Nicola Bertinelli, assieme a vari rappresentanti delle istituzioni di tutta la regione, compresa una delegazione di Coldiretti Ferrara, con alla testa il presidente Tassinari ed il direttore Visotti.
«La delegazione di Coldiretti Ferrara non solo è qui per solidarietà con le altre province della nostra regione che da anni devono fare i conti con questa vera e propria invasione – spiega il direttore Visotti – ma anche per chiedere a gran voce che la modifica delle norme come da documento presentato alla Regione, ringraziando l’assessore regionale Alessio Mammi per gli impegni presi, diventi il metodo per affrontare l’invasione di altra fauna nociva invasiva, come le nutrie ed i piccioni, valorizzando l’attività dell’agricoltore che sul territorio può essere determinante nel gestire squilibri e sovrappopolazioni. Tant’è che nei prossimi giorni incontreremo il rappresentante del Governo a Ferrara, il Prefetto Campanaro, per sottoporre anche a lui le proposte di modifica legislativa e chiedere sostegno per arrivare a risolvere il prima possibile una situazione ormai incandescente anche nelle campagne ferraresi». —
A.T.
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