Il grattacielo liberato dallo spaccio In aula manca la voce del Comune
Quasi finito il processo “Wall Street” per i traffici di droga nei giardini Svuotati dai pusher grazie a blitz e nuove operazioni della Polizia
In tribunale
Non ci sono le fanfare, le parole muscolari della Politica nostrana: c’è solo silenzio, nell’aula del tribunale, dove ieri venivano lette e riviste davanti al giudice Caucci e al pm Maggioni le centinaia di intercettazioni per lo spaccio nei giardini del Grattacielo, dove da giorni è stato inaugurato il nuovo parco, laddove fino a 3 anni fa (2018 epoca dell’inchiesta fino al 2019) c’erano pusher, vedette, trafficanti e i giardini del grattacielo erano diventati la “Wall streeet” della droga cittadina. Ma se tutto ciò è un ricordo del passato, la politica - almeno guardando tutto dal tribunale - c’azzecca ben poco: lo si deve - non ricordato dalle fanfare di cui sopra - al cambio di passo delle operazioni antidroga in città, ai provvedimenti della procura cittadina prima e della Dda di Bologna poi: raffiche di arresti, sequestri e uno dopo l’altro i blitz che hanno “liberato” i giardini dai pusher. Ora tornati - questo sì - a vita nuova con gli interventi dell’amministrazione. In aula va avanti da gennaio ed è quasi concluso il processo per l’inchiesta Wall Street che venne realizzata con uno spiegamento di forze senza precedenti, con agenti di polizia sotto copertura (che si fingevano compratori) dello Sco (il servizio centrale operativo) della Polizia. All’inizio una trentina di indagati poi strada facendo ridotti ai 14 rimasti: posizioni di spaccini, mentre gli spaccioni (i trafficanti nigeriani) sono stati bloccati con gli arresti in un altro processo del clan mafioso degli Arobaga.
Il processo è in dirittura d’arrivo, il 20 settembre dopo la conclusione dei testi d’accusa, gli ispettori della Mobile Antidroga, toccherà a difese e imputati. In aula, però, non c’è stato mai nessuno dell’amministrazione comunale di centro-destra, che fuori parla a nome della città e poi non la rappresenta in un’aula di giustizia. Tra difensori, ispettori che riportano episodi di spaccio, compratori (ferraresi) che si lamentano della droga scadente, manca la voce di un legale di parte civile, del Comune di Ferrara, ruolo sollecitato e annunciato più volte in passato: un segnale verso i ferraresi da parte di chi dice di aver liberato un pezzo di città e chiederne i danni, anche solo simbolici. —
D.P.
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